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sabato 18 giugno 2016

The Floating Piers: camminnare sull'acqua con Christo

Un'opera secondo me assolutamente eccezionale che farà discutere certamente, come tutte le installazioni di Christo. Da New York a Berlino passando per Parigi e San Francisco l'artista ha realizzato installazioni spesso incredibili per dimensione e creatività.
“Era un sogno che inseguivo da 40 anni."
Ma chi c'è dietro il nome di Christo?
Christo e Jeanne-Claude, o più spesso semplicemente Christo, è il progetto artistico comune dei coniugi statunitensi Christo Vladimirov Yavachev (nato a Gabrovo in Bulgaria il 13 giugno 1935) e Jeanne-Claude Denat de Guillebon (Casablanca in Marocco 13 giugno 1935 - New York, 18 novembre 2009), fra i maggiori rappresentanti della land art e realizzatori di opere su grande scala. Il nostro è uno strano paese dove, nonostante il disfattismo dilagante, possono accadere eventi straordinari e dove grandi masse di persone sono disposte a spostarsi per partecipare, vedere e capire. Sono previste dalle 25 alle 40.000 persone al giorno per un numero complessivo di 1 milione di visitari. L'ingresso è gratuito 24/7 dal 16 giugno al 3 luglio. Maggiori info sul sito www.iseolake.info
“E poi dicono che l’Italia è il Paese della burocrazia - ha sostenuto Christo - non ho mai avuto tanta collaborazione: in poche settimane ho ottenuto le autorizzazioni che altrove avevo aspettato per anni”.

lunedì 1 dicembre 2014

Cromie, performance a colori di Vidà


Sabato 13 dicembre le porte dello Studio A Architettura&Arte torneranno ad aprirsi per un nuovo piccolo grande evento: CROMIE performance a colori di Vidà.   E per un giorno lo Studio di Architettura si trasformerà nell’Atelier dell’Artista per accogliere le opere, i pennelli ed i colori di Vidà.
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“Cromie, performance a colori”
L'arte di Vidà si fonda su un'attenta ricerca del colore. Ogni elemento presente nella natura è
per l'artista fonte di ispirazione e materia prima da cui estrarre sempre colori nuovi, sfumature inesplorate da liberare sulle tele.
"Tutto è partito dalla ricerca del colore. Da bambino ho sempre cercato di scovare pietre o fiori particolari, mi affascinavano i colori e le forme, capire come potevo fare a ricrearli con la stessa lucentezza. Il seme va bollito, il fiore va essiccato, la pietra schiacciata e la terra macinata. Alcune materie prime le raccolgo durante i viaggi all'estero. Anche nei nostri boschi ci sono tanti colori che attendono solo di essere scoperti. E' un'emozione unica veder spuntare una nuova tonalità dopo mesi di ricerca".
Oltre 130 sono i colori scoperti da Vidà dai pigmenti presenti in natura.
Dal 2005 a oggi l'artista ha partecipato a numerose mostre collettive e personali in Italia e all'estero: Firenze, Milano, Capri, Parigi, Reims, Dortmund sono alcune delle tappe.

martedì 5 giugno 2012

Metamorfosi dello Studio A / Blowin in the wind

All'interno della Bob Dylan's Week un allestimento/performance allo Studio A di Firenze incentrato sulla beat generation ed il grande cantautore americano. L'allestimento ha completamente trasformato lo spazio, sorprendendo chi entrava, cambiando colori e forma a seconda del vento e del calar del sole. Le canzoni di Francesco e le poesie di Vincenzo hanno reso la serata magica. Ed alla fine tutto è stato distrutto, con grande gioia, da una piccola fata.
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Performance poetica di Vincenzo Lauria
Canzoni e parole di Francesco Casini
Allestimento a cura di Fabio Ramelli e Filippo Basetti
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E quante volte deve un uomo guardare in alto prima di poter vedere il cielo?
E quanti orecchi deve avere un uomo prima di poter sentire gli altri che piangono?
E quante morti ci vorranno prima che lui sappia che troppi sono morti?
La risposta, amico mio, soffia nel vento, la risposta soffia nel vento.

(Le foto dell'allestimento e della serata)














(Foto Fabio Ramelli - Riproduzione vietata)

sabato 17 marzo 2012

I sorprendenti fili di Gloria Campriani: Nuove Tessiture Sociali allo Studio A di Firenze

NUOVE TESSITURE SOCIALI
Opere di Gloria Campriani
a cura di Fabio Ramelli
Studio A – Viale Talenti 63, Firenze
24 marzo 2012 ore 17.00

Sabato 24 marzo lo Studio A di Fabio Ramelli ospita le opere di Gloria Campriani con il progetto “Nuove tessiture sociali”. L’artista certaldese è molto nota per la sua personalissima ricerca che l’ha portata ad affermarsi come una delle figure più interessanti dell’attuale panorama artistico.
Il filo è il punto di partenza di Gloria. In lei la materia prevale sullo strumento. L’artista, infatti, non prevede l’utilizzo di alcun strumento tecnico eccetto l’uso delle mani al fine di realizzare trame. Questa corrente artistica, chiamata Fiber Art, prende in considerazione tutti i componenti tessili che si tengono insieme per contrasto, per nodo o per intreccio, formando da soli un tessuto, una rete, una treccia, una falda oppure un groviglio senza ricorrere a giunti, adesivi, colle o saldature.
I materiali ricorrenti, nelle sue opere, sono sughero, corteccia o tronco di albero per mettere in evidenza il rapporto fondamentale con la natura. L’elemento, imprigionato all’interno della tela, diventa protagonista della “scena”, insieme al filo, che lega e permette la sua esibizione. Alcune volte, la fibra non viene rispettata nella sua struttura, ma lavorata per ottenere un aspetto emotivamente connotato. Il filo viene lavorato in modo da non permettere l’immediato riconoscimento. Utilizzato come strumento di espressione, ha lo scopo di soddisfare i bisogni più concettuali dell’artista che si preoccupa del materiale solo quando non risponde alle sue esigenze. L’artista si avvale dell’intervento pittorico con colori acrilici e stucco ad acqua con cui lega, fissa e sfuma. La capacità di assorbimento dei diversi tipi di filato le permette di ottenere vari spessori e nuove prospettive che corrispondono alla sua continua ricerca di movimento all’interno dell’opera.
Alla fine il risultato è sorprendente. L’espressione artistica diventa un mezzo per parlare della sofferenza psicologica dei nostri tempi, del precario rapporto con la natura, della necessaria trasformazione sociale e dell’esaltazione all’unione nel significato di amore attraverso l’utilizzo di fili che si uniscono, si avvolgono, si intrecciano e si legano fra di loro. L’interpretazione di una tessitura di rapporti sociali. Un tessuto sociale costruito da fili e dai loro legami intrecciati. Un messaggio spirituale che esprime un significativo desiderio di rinascita dalle difficoltà del nostro tempo.

In una società appesa a un filo che vive sul filo del rasoio nuove tessiture di rapporti sociali si affacciano con il tentativo di costruire trame rigenerando tessuti. Nodi che danno del filo da torcere limitano come filo spinato il passaggio per un nuovo sviluppo.
Il processo di trasformazione è in atto. Il suo percorso fisiologico mette in evidenza i “veri” bisogni umani che indicano nuove strade da percorrere che guardano a nuovi orizzonti. Adottare un nuovo metodo di ragionamento capovolgendo il nostro modo di pensare è un filo di speranza per le nuove società. (Gloria Campriani)

venerdì 9 marzo 2012

24 stanze in un miniappartamento: domestic transformer ad Hong Kong

Pubblico un video sorprendente su come trasformare un piccolo spazio in una casa completa di tutto. Certo che le premesse sono deprimenti: gli edifici urbani sembrano tanti alveari, dai prezzi altissimi ed una bassa qualità. Vivere in queste città è veramente alienante e diventa vitale riuscire ad essere crativi. Fantasia e tecnologia ed anche tanta voglia di uscire dagli schemi.
Gary Chang, un architetto di Kong Kong, ha deciso di riprogettare un piccolo appartamento in modo che possa trasformarsi in 24 diversi modelli spaziali, esclusivamente usando pannelli scorrevoli, pareti mobili e arredi. Chang ha chiamato questo spazio "Domestic Transformer". Nel video ci guida alla scoperta dei mille modi di vivere la "sua personalissima casa". E' davvero sorprendente!

Per vedere altri video sulle case più "verdi" del mondo clicca qui.

lunedì 6 febbraio 2012

Acquatica allo Studio A - Moreno Montomoli e le sue foto

MORENO MONTOMOLI: ACQUATICA

Studio A – Viale Talenti 63, Firenze
11 febbraio ore 17.00

Moreno Montomoli è un bravo fotografo che da oltre 30 anni fotografa in giro per il Mondo, documentando viaggi in Europa e America Latina.

Con il nuovo millennio è nata la scoperta della natura. Il lavoro sugli “alberi”, presentato nel 2011 nella personale presso la “Sala Rosa” dell’Università degli studi di Siena ed a Parigi con l’esposizione personale “Arbres” al Restaurant “La Milonga” Fontenay-sous bois, lo ha portato a focalizzare il proprio interesse sulle meravigliose forme e sulle innumerevoli prospettive che la natura può regalare ad un osservatore attento e sensibile come Moreno.

Passato un certo tempo sempre intento a cogliere gli aspetti più originali degli alberi con la testa rivolta sempre in alto, Moreno ha pensato di correggere la postura e guardando in basso, spontaneamente, e con sorpresa, ha scoperto l'acqua: “Mi sono tuffato visivamente, e non solo, nei suoi flutti, sono stato catturato dai suoi vortici. I riflessi mi hanno incantato. Le spume di bianco perlato hanno ripetutamente attirato i miei scatti al punto di bloccarle e renderle simili a stalattiti di ghiaccio. L'acqua che prende colore suo malgrado si mischia con altre sostanze si fà verde, rossa o marrone come capita di vederla nei lunghi giorni piovosi. Poi il colore decanta e la stessa tonalità, prima opaca, ora prende lucentezza è l'acqua trasparente, che filtrando la luce, rende il fondale vivace e uniforme nel colore.”

L’evento è per il giorno 11 febbraio 2012 allo Studio A di Firenze con inizio alle ore 17.00. Oltre alle foto di Moreno Montomoli, ed alle mozzarelline del Caseificio Lucano, potremo gustare le incursioni poetiche del gruppo teatrale P.I.L.



venerdì 9 dicembre 2011

Concorso di progettazione di un parco urbano a New York in memoria delle vittime dell'AIDS.

New York AIDS Campaign Memorial Park è una associazione di persone e organizzazioni che si sono dedicate al riconoscimento ed alla conservazione della memoria della storia dell'AIDS. A 30 anni dall'inizio dell'epidemia, l'intenzione è quella di onorare gli oltre 100.000 newyorkesi che sono morti di AIDS, e celebrare gli sforzi degli attivisti e dei volontari che hanno risposto con grande e profondo impegno alla terribile malattia. New York non ha ancora un luogo che commemori tutto questo. In poche parole, l'Associazione ritiene che si possa riempire quel vuoto coinvolgendo nella progettazione la società, gli architetti, i designer e gli urbanisti, al fine di creare un parco commemorativo, che fornisca un raccoglimento, e diventi un'oasi educativa, un parco pubblico, per l'intera città di New York. (per dettagli clicca qui)


AIDS Memorial Park Design Competition from Beechwood Film on Vimeo.

The New York City AIDS Memorial Park Campaign is a coalition of individuals and organizations dedicated to the recognition and preservation of the ongoing history of the AIDS crisis. In the 30th year of the epidemic, we seek to honor the more than 100,000 New York City men, women and children who have died from AIDS, and to commemorate and celebrate the efforts of the caregivers and activists who responded heroically to the crisis. We represent artists, health care providers, historians, family, friends and neighbors committed to remembering the history of the crisis.
New York City still has no significant public AIDS memorial. Simply stated, we believe that we can fill that void by engaging the community, architects, designers, and urban planners in the design process, in order to create a memorial park that provides a much-needed inspirational, educational and green public oasis for the city and surrounding community.
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Registration opens November 29th, 2011
Question and answer period submission deadline December 15, 2011
Question and answer responses posted December 19, 2011
Registration deadline January 20, 2012
Project submission deadline January 21, 2012 at 11:59pm Eastern Standard Time.
Results notification February 1, 2012
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There are two monetary prizes and an additional selection of honorable mentions. First prize will receive $5,000.
Runner-up will receive $2,000. Top submissions not limited to the winners will be exhibited at an exhibition in a prominent gallery space in Manhattan in early 2012.
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The jury is chaired by Michael Arad (Partner, Handel Architects; Designer of the National September 11 Memorial) Additional jury members include:

Kurt Andersen (Journalist and Host Studio 360)
Barry Bergdoll (Chief Curator of Architecture and Design, Museum of Modern Art)
Elizabeth Diller (Partner and Co-founder, Diller Scofidio + Renfro)
Robert Hammond (Co-founder and Executive Director, Friends of the High Line)
Dr. Marjorie Hill (CEO, Gay Men's Health Crisis)
Bill T. Jones (Executive Artistic Director, Choreographer and Dancer, New York Live Arts)
Richard Meier (Founder and Managing Partner, Richard Meier & Partners Architects LLP)
Ken Smith (Founder and Principal, WORKSHOP: Ken Smith Landscape Architect, P.C.)
Suzanne Stephens (Deputy Editor, Architectural Record)

venerdì 2 settembre 2011

MIMOLIMIT - Firenze 1/8 settembre 2011

Faccio parte dell'organizzazione della mostra sullo Studio Mimolimit di Praga allstita presso la splendida Limonaia di Villa Strozzi a Firenze, ed il 5 settembre coordino una tavola rotonda a cui parteciperanno:
Arch. Ing. Šárka Garlíková (Studio MIMOLIMIT / Praga)
Arch. Stefano Follesa (Architetto e Designer/Dipartimento TAeD Università degli Studi di Firenze)
Angelo Minisci, designer (Lab. di progettazione tecnologica, Università degli Studi di Firenze)
Arch. Pietro Novelli (lib. professionista / Firenze)
Arch. Giovanni Galanti (Corso di Disegno Industriale, Università degli Studi di Firenze)
Arch. Fabio Ramelli (lib. professionista / Firenze)

Unity of beauty in plurality"-

UNITA' DI BELLEZZA NELLA PLURALITA'

Architettura e design a Praga e nella Repubblica Ceca

Limonaia di Villa Strozzi – Via Pisana
Firenze
1 - 8 settembre 2011

La mostra mette il risalto il grande cambiamento subito dall'Architettura e dal Design nella Repubblica Ceca, soprattutto dopo la caduta del muro di Berlino tramite un eclettica esposizione di importanti progetti realizzati da Mimolimit . La Cecoslovacchia (oggi Repubblica Ceca ) è stata la prima nazione ad avviare nel 1968, con la celebre "PRIMAVERA DI PRAGA", la cosiddetta rivoluzione sociale che ebbe il suo culmine nel 1989 con la caduta del Muro di Berlino. Nell’arco di quel ventennio presero forma le linee guida della rinascita dell'Architettura e del Nuovo Design Ceco, ormai riconosciuto come "scuola" a livello europeo. Il programma di Unity comprende conferenze e dibattiti ai quali parteciperanno architetti e designers italiani e cechi, tra cui Barbora Scorpilova, una delle maggiori designer dell’ultima generazione e gli architetti italiani Giovanni Galanti e Fabio Ramelli. Sono previsti anche dj set a cura di Jan Stephan con una playlist di BAZAR CD-VYKUPZAHOTOVE- uno dei maggiori music store di Praga e concerti dal vivo di Acquaraggia che proporranno un repertorio di cover di brani con l’architettura e gli architetti , da Frank Lloyd Wright a the Architetcs, il concerto di Fabrizio Mocata( piano solo)con musiche di Dvorak, Vitous e infine uno spettacolo di danza finale su musiche di Smetana.

L’evoluzione del Design nella Repubblica Ceca
Dopo la seconda guerra mondiale, il design mondiale ha subito una grande trasformazione infrangendo molti tabù riguardo ai concetti di “buon gusto” ed “utilità” .
Nella Repubblica Ceca il design lottava per sopravvivere ai cambiamenti sociali e politici del regime socialista che aveva radicalmente messo fine alla grande tradizione della moderna architettura cecoslovacca. Il design divenne così sinonimo di un lusso eccessivo associato uno stile di vita tipicamente capitalistico,
Di conseguenza, le abitazioni, gli uffici del ben nutrito apparato burocratico statale, i negozi e persino i ristoranti ed i cafès erano sommersi dal cosiddetto “grigio standardizzato”.
Mobili lucidati in un’unica maniera, lettini pieghevoli ricoperti di leskimo (sfocato materiale lucido tratto da fibre artificiali), tavoli di umakart ( un tipo di plastica che imita il legno ed altri modelli decorativi), posate pieghevoli in alluminio, bicchieri color senape, ecco i must del design ceco dell’epoca. Infine la vasta proliferazione di “ proprietà modello scatola” uccideva il senso estetico di villaggi, città e regioni intere con abitazioni uniformi anonime e poco ispirate. Le riviste professionali non scrivevano abitualmente di design, ma di “artigianato” e “arti applicate”e i giornali,in generale si preoccupavano di impedire che la parola "design" saturasse i lettori e li portasse a considerare l'atmosfera delle famiglie ceche troppo decadente

Gli anni 90
Nel 1990, il Museo di Arti Decorative di Praga organizzò la Mostra "Strade verso il Post-Modernismo "sull’architettura degli anni 80 che segnò una vera e propria svolta. Quello stesso anno, Borek Sipek divenne capo del dipartimento di Architettura e Design alla Accademia delle Arti, di Praga, introducendo non soltanto un nuovo stile, ma anche un approccio intermediale al design come disciplina artistica e filosofica. Nei primi sei anni della sua attività, dal Dipartimento uscirono alcuni tra i più promettenti nomi dell’ultima generazione. Tra questi Barbora Skorpilova, ospite della rassegna fiorentina che afferma di essere grata a Borek per aver capito che attraverso il design si può creare “una storia vera per la gente" ,dopo aver imparato “a non aver paura di pensare a se stessa”

sabato 21 maggio 2011

All'improvviso DANTE, 100 canti per Firenze



ALL'IMPROVVISO DANTE - 100 CANTI PER FIRENZE
SABATO 21 MAGGIO PIAZZA SANTA CROCE dalle 15.30


Il desiderio è di trasformare all'improvviso un passante in spettatore.
A conclusione di un percorso di formazione in cui si alternano laboratori con il direttore artistico Franco Palmieri, incontri con professori e lectio magistralis, nel centro storico di Firenze, mille persone di ogni età si incontrano in un pomeriggio per leggere e condividere la straordinaria bellezza della poesia dantesca con la lettura integrale della Divina Commedia. Un'esperienza sorprendente che rende contemporaneo l'inesauribile valore della Commedia, una grande performance corale che all'improvviso trasforma ogni passante in uno spettatore.

domenica 30 gennaio 2011

Le Crittografie di Laura Albano

Ecco on line le foto della serata. Per vedere quelle ufficiali di Laura Albano del progetto Crittografie, dovete andare su Facebook, al suo profilo o al mio.
Noi dello Studio A siamo già al lavoro per il prossimo evento che vedrà protagonista Filippo Basetti. Presto qui altre notizie.
(Foto di @rchetto/Fabio Ramelli, 2010 © Riproduzione vietata)















mercoledì 19 gennaio 2011

Le Crittografie di Laura Albano

CRITTOGRAFIE
Foto e live set di Laura Albano
Un nuovo piccolo grande evento allo Studio A di Firenze. Questa volta è di scena Laura Albano, fotografa fiorentina, laureata al DAMS di Bologna, resa famosa per il progetto che sta portando avanti su Un'altra donna per restituire le donne alla loro immagine e la loro immagine alle donne.
L'intenzione della mostra di sabato è di creare un piccolo set fotografico e fare delle foto in diretta alle persone che ne hanno voglia. Devono essere coppie legate da qualche relazione (amici, parenti, amanti ecc.). Laura intende cogliere con la foto questa relazione, o almeno far intuire che c'è affinità di tra i due. Non è semplice e magari non sempre ci riuscirà però, magari, ci divertiremo.



“Sorelle, fratelli, amici, amanti?
Non è immediato, né importante capirlo.
La relazione – che sia di sangue, o di amicizia di amore – sta scritta nel linguaggio incrociato dei volti e dei corpi, in una crittografia di nessi, sottintesi e somiglianze.”

sabato 23 ottobre 2010

Macba, year 10

MACBA is the Barcelona Museum of Contemporary Art and since it imposed it’s stark whiteness in the city’s gothic quarter, the neighborhood itself was modernized and updated.
For its 10th anniversary, MACBA briefed us to come up with something that would bring the institution closer to her somehow distant audience.
The star of the campaign was a white box, that greets the public with a big, straightforward and friendly “hello”.

MACBA. Year 10, Hour Zero. from carlitos y patricia on Vimeo.

(dal sito Fans for Brands)




(Foto @rchetto/Fabio Ramelli, 2008 © Riproduzione vietata)

sabato 16 ottobre 2010

Domizio Poggiarelli allo Studio A

Sabato scorso ci siamo ritrovati allo Studio A (architettura & arte) di Firenze per la mostra/evento di Domizio Poggiarelli organizzata da Ramelli e Ceccarelli e dal titolo "Libertà di-segno". Siamo stati bene, c'erano molte persone interessanti, artisti di vario tipo che si sono confrontate sui temi più svariati, dall'arte moderna alle barzellette. Domizio è stato semplicemente fantastico con la sua mimica in grado di esprimere le parole che non gli uscivano. Un piccolo evento in un piccolo spazio, lontano dal mondo ufficiale delle gallerie e dei galleristi. Sono occasioni diverse, dove incontrarsi e conoscersi, e dove vedere facce nuove. Stimolare la cusiosità, stimolare la creatività. Tutto qui.... vi pare poco?
(Foto di @rchetto/Fabio Ramelli, 2010 © Riproduzione vietata)




mercoledì 29 settembre 2010

"Libertò di-segno", Domizio Poggiarelli allo Studio A

UN PERCORSO A RITROSO,
CHE TRASPORTA.
UNA SCRITTURA NERVOSA,
CHE DIVENTA COLORE.
UN MOTO,
TRA SENSO E NON SENSO


Un piccolo evento per un grande artista, capace di raffigurare con poche pennellate complesse figure e spazi pieni di fascino. Segni in libertà, liberta di-segno. (Ramelli e Ceccarelli)


venerdì 24 settembre 2010

Private Flat 6 - Brucia Babilonia

FIRENZE, 8/10 OTTOBRE

Private Flat è una tre giorni di arte contemporanea che si svolge a Firenze ogni anno. La manifestazione coinvolge curatori, artisti e cittadini che offrono la loro casa e i propri spazi di lavoro per ospitare le diverse esposizioni. Da qui ha origine il titolo. Ogni progetto espositivo si situa in una parte diversa della città, andando a creare una vera e propria rete di case aperte al pubblico dell'arte contemporanea

giovedì 16 settembre 2010

Mostra di Architettura a Firenze

COMUNE DI FIRENZE
CONSIGLIO DI QUARTIERE 4

presenta

- CONTEMPORARY -

MOSTRA DI ARCHITETTURA TURCA

14 SETTEMBRE- 19 SETTEMBRE 2010
LIMONAIA DI VILLA STROZZI- FIRENZE


La pratica dell’architettura è un’area abbastanza complicata già per definizione .
Di cosa deve fare un architetto e di quale sia il suo compito principale se ne potrebbe discutere fino alla fine dei tempi ! C’è una piccola curiosa storia riguardo alla definizione dell’elefante. Ognuno lo vede abbastanza grande in relazione alla grandezza delle proprie interazioni. L’Architetto, d’altra parte, rimane sulle sue in varie forme dell’esistenza umana.
Come una celebre “Star”, un carissimo amico, un uomo d’affari o un educatore, come un tecnico, ma può essere meno considerato dall’uomo della strada, l’uomo comune, come un individuo creativo, con tutti i suoi problemi di esistenzialità !
Senza rimpiangere alcuna possibilità, la mostra CONTEMPORARY è un tentativo di fornire
un terreno sul quale “comunicare” l’architettura. Si ha un bisogno umile di contribuire all’accumulazione di conoscenze. Non è un prodotto finale di un qualsivoglia processo né un’unità di posizioni predeterminate. Assomiglia di più ad una proposta per scavare una serie di questioni e temi con occhi diversi :gli Architetti e la loro pratica architettonica.
Si spera che i progetti raccolti possano fornire un terreno ed un “telaio” diverso per possibili discussioni e valutazioni nel dibattito architettonico, con i quali la conoscenza dell’architettura può essere prodotta. Al fine di fare in modo che vengano coinvolti in una manifestazione, Contemporary non è un collage storico di architettura , ed ancora, non è un credito nei confronti di un ’architettura che rappresenti una città o una nazione, ma nella sua comprensione più semplice e diretta , Contemporary rappresenta la volontà , da parte di questi 6 Studi di Architettura, di condividere le loro presenze architettoniche.
(Orcun Ersan - Architetto)

martedì 20 luglio 2010

Zaha Hadid racconta il MAXXI e l'architettura moderna


"Credo che l'ossessione di andare avanti guardando al passato, malgrado quello che dicono gli storici, non entusiasmi nessuno." (Zaha Hadid in questa intervista)

giovedì 29 aprile 2010

10 Artisti X Irene

Sedici artisti presentano delle opere aventi come musa ispiratrice proprio la rockstar fiorentina che rimarranno esposte al pubblico per una settimana presso la Ken's Art Gallery di Firenze.

Dalla pittura alla scultura, dalla fotografia al painting digitale.
Un vernissage che attraverso la ricerca introspettiva dei giovani artisti, prova a raccontare con il linguaggio delle arti visive la poliedrica personalità della cantante. Quindi un appuntamento assolutamente da non perdere per gli amanti dell'arte, ma anche e soprattutto per i fan di Irek che presenzierà all'evento.

Martedì 4 Maggio dalle ore 18 presso la Ken's Art Gallery, via San Niccolò 23/r Firenze

venerdì 15 gennaio 2010

Barcamp alle Murate

Eppur si muove. Si muove davvero? Secondo me si. Sento in giro un'atmosfera diversa, una grande voglia di uscire dalla paralisi degli ultimi anni. Forse la crisi sta aguzzando l'ingegno delle persone. C'è la voglia di inventarsi spazi nuovi. Di essere più creativi, osare. La globalizzazione del pensiero (non c'è solo quella commerciale) sta provocando una reazione positiva di quanti si ribellano ad essere omologati e classificati a tutti i costi. Io non voglio essere omologato. Non voglio avere tutto già prestampato. Non desidero quello che desidera la massa. Sento il bisogno di alimentare l'anima, la mia creatività, la fantasia, la positività. non sopporto più chi sa solo lamentarsi di tutto ciò che non va, scaricando così le proprie intime insoddisfazioni. Dovremmo tornare ad essere protagonisti. Non più merce ma teste, cuori, occhi, nasi, dita, corpi. Voglio essere più creativo.
Non sono solo. Altre persone la pensano come me. C'è voglia di confrontarsi o anche solo di guardarsi negli occhi. Le occasioni si moltiplicano. Il Comune di Firenze, finalmente rinnovato, sta utilizzando mezzi nuovi, parole innovative. Molti, troppi, saranno pronti a criticare, per ignoranza o per "troppa" cultura. A me interessa scoprire cosa bolle in pentola. Il BarCamp è l'occasione migliore per farlo. Appuntamento sabato 16 gennaio alle Murate (ex carcere nel cuore di Firenze) dalle 14.00 alle18.00 ci sarà il 2° BarCamp sulla "Contemporaneità a Firenze". Il Tema (tratto dal sito) è questo: La vitalità culturale urbana ha sempre una dimensione spaziale. La rinascita di New York tra la fine degli anni settanta e i primi anni ottanta e quella di Berlino dopo la caduta del Muro sono strettamente legate alla disponibilità di spazi a basso prezzo, che hanno potuto essere occupati da studi di artisti, gallerie, luoghi di produzione e di esposizione culturale.
Firenze, beninteso, non dispone di analoghe possibilità. L’immagine di una città completa, finita, però, merita di essere contrastata.
Nel corso degli ultimi mesi si è riaperto il dibattito sull’utilizzazione degli spazi urbani: dal ruolo delle piazze nell’ospitare opere di arte pubblica alla riscoperta di spazi come le Murate stesse. Il barcamp mira a raccogliere idee, proposte ed opinioni per una città sempre più ricca di spazi creativi.

Per sapere come partecipare ed iscriversi clicca qui.