Agorà era, nella polis greca, la piazza in cui i cittadini si riunivano per discutere e dibattere dei problemi della comunità e decidere cosa fare. Non sono così presuntuoso. Ma sarei contento di riuscire a parlare, ragionare, discutere con altri navigatori. Contento di porre domande e dare risposte.
venerdì 12 febbraio 2016
lunedì 1 dicembre 2014
Lettera a me stesso
L’emozione di diventare genitori adottivi (presentazione dal sito di CIAI)
“Lettera a me stesso” è la nuova campagna di CIAI: 5 storie reali di adozione raccontate in prima persona da altrettanti genitori a partire dal giorno in cui la loro richiesta di adozione è stata accettata e la loro vita è cambiata per sempre. Non importa quanto tempo sia passato: rivivere l’istante in cui si realizza che si diventerà genitori scatena un turbine di ricordi e di emozioni talmente profondo e autentico da non poter essere né nascosto né simulato ad arte. È esattamente questa la scelta non convenzionale fatta da Ogilvy & Mather Italia e dal CIAI – Centro Italiano Aiuti all’Infanzia per affrontare il delicato tema delle adozioni internazionali nella nuova campagna sociale “Lettera a me stesso”. Il video della campagna, online da giovedì 27 novembre su YouTube sulla pagina Facebook del CIAI (www.facebook.com/ciaionlus) e sul minisito dedicato http://letteraamestesso.ciai.it/, si distacca dai cliché di genere affidando alla spontaneità senza filtri di chi sperimenta le gioie, ma anche le ansie e le difficoltà di un percorso di adozione il compito di testimoniare la positività di questa esperienza e la competenza acquisita “sul campo” dal CIAI, che da 46 anni affianca e sostiene le famiglie prima, durante e soprattutto dopo l’adozione. Un approccio diverso dagli standard, teso a cogliere l’autenticità delle storie e delle emozioni, che si è svolto come un vero e proprio esperimento. “Abbiamo imparato tanto in questi 46 anni di lavoro a fianco dei bambini e delle famiglie”, dichiara Paola Crestani, presidente CIAI. “Vogliamo mettere tutta la nostra esperienza a disposizione delle famiglie che hanno intenzione di affrontare o che stanno affrontando la meravigliosa e impegnativa avventura dell’adozione perché possano sempre sentirsi sostenute da chi, come loro, c’è passato e ce l’ha fatta.” Nel video diretto da Edo Lugari, è stato chiesto ai cinque ignari genitori adottivi di scrivere una lettera a se stessi, immaginando di poterla recapitare indietro nel tempo il giorno in cui la loro richiesta di adozione è stata accolta. Il risultato è un mosaico emozionante, cinque voci che si intrecciano per raccontare una storia comune, per nulla retorica, che porta in vita un messaggio di grande forza e positività: nessuno dice che essere genitori adottivi sia facile, ma sappiate che comunque è possibile farcela. “L’aspetto più complicato del progetto è stato coinvolgere i genitori adottivi spiegandogli solo che si sarebbe trattato di un video per promuovere la conoscenza del CIAI” – spiega Giuseppe Mastromatteo, Chief Creative Officer di Ogilvy & Mather Italia. “Girare il video, perciò, è stato un’autentica sfida al buio sia per noi sia per i protagonisti: loro non sapevano cosa avrebbero dovuto fare e noi quale sarebbe stato il risultato finale.” “Si tratta del primo progetto di questo tipo per il CIAI, con cui collaboriamo dal 2000, e siamo felici che abbiano accolto la nostra proposta creativa con grande entusiasmo” – aggiunge Alessandro Pierobon, General Manager di Ogilvy & Mather Advertising. “I clienti non-profit rappresentano per noi l’opportunità di sperimentare nuove idee lavorando con budget limitati: uno stimolo creativo potente”
Credits Ogilvy & Mather Italia: Giuseppe Mastromatteo, Paolo Iabichino (Chief Creative Officers), Letizia Bozzolini (Senior Art Director), Serena Pulga (Senior Copywriter), Michele Urbani (Digital Art Director), Lavinia Francia (Digital Senior Copywriter), Stefano Romanazzi (Account Supervisor), Francesca D’Agostino (TV Producer), Barbara Falanga (Community Director), Giada Pastorino (Front-end Developer). Mercurio Cinematografica (Casa di Produzione): Francesco Pistorio (Executive Producer), Edo Lugari (Director), Marcello Dapporto (DOP), Danielle Joujou (Producer), Luca Vitetta (Set Designer), Maria Helena Pistorio (Costume Designer), Pina Salmoiraghi (Production Director), You Are (Post Production), Eleonora Cau (Editing) Original Soundtrack: Stefano Pulga per StepStudio
sabato 7 dicembre 2013
52 genitori adottivi italiani bloccati in Congo da 1 mese nell'indifferenza totale dell'Italia
Sulla politica estera e le priorità da trattare nelle relazioni internazionali, il governo italiano meriterebbe una sonora bocciatura. La voce grossa che il premier Letta ha fatto per cercare di risolvere il discusso caso dei “tifosi” laziali (se così si può dire) arrestati in Polonia, stride con il sostanziale silenzio che circonda un’altra notizia, ben più grave e complessa, passata in sordina sui principali media nazionali: l’odissea delle 26 coppie adottive bloccate in Repubblica Democratica del Congo. Un calvario, il loro, che dura dal settembre scorso, da quando cioè le autorità congolesi deciso di bloccare le autorizzazioni per il rilascio dei bambini. Sono 52 in totale, gli italiani in attesa di lasciare il paese, che hanno regolarmente completato l’iter di adozione di 32 piccoli congolesi, e che per rientrare in Italia avrebbero solo bisogno di una firma; un gesto che le autorità del paese africano si ostinano a non concedere. Un cavillo burocratico, che nemmeno l’intervento diretto del Ministro per l’Integrazione Cécile Kyenge è servito a risolvere, nonostante le garanzie prestate dallo stesso. Ministro cui peraltro compete la Presidenza della Commissione per le Adozioni Internazionali, e che il 4 dicembre (proprio attraverso un comunicato della CAI) ha tenuto a rassicurare le famiglie italiane in Congo che si sta facendo tutto il possibile per dare loro “risposte immediate”. Una rassicurazione che giunge esattamente un mese dopo il viaggio della Kyenge a Kinshasa, e che rende quindi il termine “immediate” poco credibile. A rinforzo, sono giunte anche le dichiarazioni della Vice Presidente dell’Autorità Centrale, Daniela Bacchetta, cui compete la direzione tecnica dell’ente, e che si è smarcata minimizzando e invitando a non fare allarmismi: “Come sempre è, non c’erano certezze, ma nemmeno una situazione che sconsigliasse la partenza”, ha dichiarato. Sia come sia, non può non colpire la sproporzione delle forze messe in campo, nell’affrontare due questioni così simili, eppure così diverse. “Bisogna fare in fretta”, ha detto il Presidente del Consiglio nei giorni scorsi: parole che meriterebbero certamente approvazione, se fossero riferite al caso del Congo, che dura da mesi. E che invece sono state dette per compiacere la (pure legittima) preoccupazione delle famiglie dei tifosi laziali, per tutelare le quali il premier si è attivato in prima persona, arrivando persino a sfiorare l’incidente diplomatico con la Polonia. Qual è, dunque, il messaggio che si vuole dare? Che i 22, esagitati tifosi e le loro famiglie meritano maggiore attenzione dei 32, innocenti bambini congolesi e dei rispettivi genitori? Hai voglia a dire – come si è fatto – che si sta cercando di risolvere la questione nel silenzio della diplomazia. Le coppie bloccate in Congo, in questo momento delicato, apprezzerebbero certamente un premier che s’impegnasse pubblicamente per loro, magari battendo i pugni sul tavolo delle trattative. Ma evidentemente le priorità sono altre. Il calcio – si sa – tradizionalmente infiamma gli animi degli italiani e catalizza la loro sensibilità e il loro interesse. Ma del bisogno di famiglia che infiamma il cuore dei bambini congolesi, a chi importa veramente?
(dal sito di AiBi)
Leggi qui per capire cosa sta succedendo in Congo e l'impegno di AiBi per l'emergenza Goma.
venerdì 15 novembre 2013
Save the Artic
Negli ultimi 30 anni abbiamo perso tre quarti dei ghiacci artici. Meno ghiaccio in Artico vuol dire poter trivellare alla ricerca di petrolio, quello che vogliono fare giganti come Shell e Gazprom. Gli Arctic30 hanno cercato di difendere pacificamente quello che rimane dell'Artico e sono stati arrestati. La salvaguardia di un bene globale non è nè pirateria nè vandalismo. Firma anche tu per #FreeTheArctic30!
Per firmare clicca qui e accedi al sito di Greenpeace, l'obiettivo è raggiungere i 5 milioni di firme in tutto il mondo (ad oggi le firme sono 4 mil.)
Questo filmato inedito mostra l'abbordaggio delle Forze speciali russe all'Arctic Sunrise il 19 settembre. Evidente la resistenza non violenta da parte dell’equipaggio. Al momento dell'arrembaggio la nave di Greenpeace si trovava in acque internazionali.
I 28 attivisti di Greenpeace e due giornalisti free lance che erano a bordo della rompighiaccio Arctic Sunrise lo scorso 19 settembre sono in carcere in Russia dopo aver manifestato in modo pacifico contro una minaccia che riguarda tutti, quella delle trivellazioni petrolifere di Gazprom nell'Artico.
(fonte: testo e video dal sito di Greenpeace)
domenica 4 agosto 2013
Abbraccio al Tibet - la mostra
Il Tibet ha bisogno di questi momenti, la situazione del paese delle nevi è drammatica (vedi altri post del blog), i cinesi vanno avanti nel loro progetto di "rinnovamento" (e distruzione) nel disinteresse generale del mondo. Salvaguardare la cultura ed il popolo tibetano vuol dire preservare la cultura, la storia, la spiritualità e la biodiversità del pianeta.
domenica 26 maggio 2013
Abbraccio al Tibet
domenica 12 maggio 2013
Mille suoni per il Vietnam
Al Vietnam appartiene per nascita, cultura e tradizione religiosa il Maestro Thich Nhat Hanh, monaco zen, poeta e costruttore di pace, che dal Vietnam è stato costretto a emigrare durante il conflitto degli anni ‘60 e che ora vive in Francia da dove diffonde il suo linguaggio di pace, comprensione e compassione in tutto il mondo.
Le donazioni, che i volontari del Progetto Vietnam raccolgono nel nostro Paese sono finalizzate a varie attività benefiche:
- edificare e/o ristrutturare asili;
- scavare e allestire pozzi artificiali, per rifornire di acqua le zone aride del paese;
- costruire piccoli ponti che collegano i villaggi di campagna, preziosi nei periodi monsonici, quando alluvioni e altre calamità naturali possono mettere a repentaglio la vita degli abitanti;
- garantire uno stipendio decoroso alle educatrici ed insegnanti;
- mantenere agli studi o avviare professionalmente adolescenti e ragazzi;
- aiutare economicamente disabili e anziani.
Per poter fare tutto questo, il Progetto Vietnam è sostenuto da una Associazione, anch’essa di volontariato e promozione sociale, denominata Essere Pace, che insieme all’Accademia Musicale di Firenze, ha permesso la realizzazione di questo evento.
L’ Associazione Essere Pace, ispirata agli stessi insegnamenti di riconciliazione, amore e fratellanza, sostiene il Progetto Vietnam, promuovendone tutte le attività di diffusione, raccolta fondi e organizzazione sia a livello economico che a livello giuridico e fiscale, permettendo la detraibilità delle donazioni.
L’evento del 19 maggio sarà aperto da un filmato girato da due volontari che sono stati in Vietnam ed hanno visitato il luoghi in cui opera l’Associazione. Il video avrà il commento musicale eseguito dal vivo dagli allievi delle classi di strumento classico.
A seguire si esibiranno i cori delle Voci Bianche di Firenze e Scandicci diretti dal Maestro Lucia de Caro e del coro delle Voci Bianche di Pistoia diretto dal Maestro Nadia Tirino.
Concludono il concerto Camilla Barbugli, Bianca De Astis, Alessio Picchiani e Francesco Rainero, allievi della classe di Canto Moderno di Filomena Menna che interpreteranno brani di pace e fratellanza con la musica dal vivo di Paolo Clementi, Gianfilippo Boni, filomena Menna ed il giovanissimo Tommaso Barbugli.
Durante il concerto ci sarà un servizio di gioco e intrattenimento per i bambini offerto da Chiara Noci.
L’ingresso è ad offerta libera (minimo 5 Euro), gratuito per i bambini al di sotto di 3 anni. I biglietti sono disponibili presso le sedi dell’Accademia Musicale di Firenze, oppure contattando Filomena Menna, ed anche direttamente presso il Teatro il giorno dell’evento.
Per info chiamare 347-1281638 o scrivere a info@filomenamenna.it
venerdì 19 aprile 2013
Come è morto Giuseppe Uva?
Nessuna indagine é stata conclusa su quanto accaduto quella maledetta notte, nessuna risposta mi è stata data sulla morte di Giuseppe, che ho visto all’obitorio con un pannolone e 78 macchie di sangue sul cavallo dei pantaloni. E a breve il processo andrà in prescrizione.
Chiedo che prima che questo succeda venga sentito il testimone di quella notte; io credo che mio fratello sia morto per pestaggio. Non è stato ascoltato infatti Alberto Biggiogero condotto in caserma insieme a mio fratello, il quale ha sempre raccontato di aver sentito le grida atroci di Giuseppe provenire dalla stanza dove era stato rinchiuso, tanto da chiamare dalla stessa caserma il 118 per chiedere un intervento.
Non mi sembra di chiedere la luna, voglio solo sapere cosa è successo a mio fratello.
Finora l’unico procedimento avviato è su di me, che presa dalla disperazione ho insultato su Facebook i due carabinieri e i sei poliziotti che al telefono ridevano di mio fratello, quella maledetta notte.
L'altroieri c’è stato il secondo atto giudiziario in tribunale: un medico è stato assolto dall’accusa di aver somministrato dosi eccessive di ansiolitici e calmanti, un altro è stato prosciolto prima ancora che si arrivasse al rinvio a giudizio, mentre un terzo era già stato assolto dopo un processo davanti al tribunale monocratico.
Chiedo che l'indagine venga assegnata ad un altro pubblico ministero che voglia davvero cercare la verità e la giustizia.
Per favore non lasciatemi sola, voglio sapere come è morto mio fratello.
(dal sito change)
Questo è l'appello della sorella di Giuseppe Uva, morto in circostanze misteriose dopo essere stato fermato dai carabinieri di Varese. Puoi firmare la petizione qui. E puoi leggere questo articolo sul Fatto Quotidiano.
giovedì 28 marzo 2013
Il Nobel a Thich Nhat Hanh (Nobel Peace Prize to Thich Nhat Hanh)
Firma qui
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Please Award the next Nobel Peace Prize to Thich Nhat hanh Lets restore prestige and honor to the process by making the next recipient of the Nobel Peace Prize, Thich Nhat Hanh, as you know he is beyond worthy of the award. Please take action to correct this oversight and not allow another life long beacon of light and practitioner of peace to be overlooked as Gandhi was. As you know the award cannot be issued posthumously. At age 86, it's about time that the two time nominee be recognized for his achievements.
Thank you sincerely John Siroki
More on the life of Thich Nhat Hanh
http://en.wikipedia.org/wiki/Thich_Nhat_Hanh
http://www.plumvillage.org/thich-nhat-hanh.html
giovedì 10 gennaio 2013
"Open Heart", il film su Emegency in corsa per gli Oscar
DA KHARTOUM A HOLLYWOOD, LA MEDICINA DI EMERGENCY IN CORSA PER GLI OSCAR
Le loro valvole cardiache sono state seriamente compromesse dalla malattia reumatica.
Essere operati è la loro unica possibilità di salvezza.
Ci sono circa 18 milioni di persone affette da questa malattia in Africa che hanno bisogno di essere operate. Il Centro Salam, aperto da Emergency nel 2007, è l'unica struttura che offre cure cardiochirurgiche di elevata qualità e gratuite in tutto il continente.
Gino Strada, fondatore di Emergency e chirurgo presso il Centro Salam, dichiara nel film: "Una cosa è avere gli stessi diritti sulla carta. Tutt'altra è analizzare i contenuti di quelli che vengono chiamati diritti. Il mio diritto alla salute come europeo include una TAC e altri diagnosi sofisticate, ma per un africano il diritto a essere curato si ferma a un paio di vaccinazioni e alcuni antibiotici".
Il film "Open Heart" è una coproduzione dell'emittente televisiva franco-tedesca ARTE.
"Open Heart" è già stato presentato al Docuweeks di New York, all'Hamptons International Film Festival e al Documentary Film Festival di Amsterdam.
In Italia, il film sarà disponibile per la vendita da lunedì 14 gennaio, sia in formato digitale sia come DVD, sul sito Internet di Emergency www.emergency.it.
Parte del ricavato della vendita del film andrà a favore del Centro Salam di cardiochirurgia.
(tratto dal sito di Emergency)
mercoledì 14 novembre 2012
Chiamami coi miei veri nomi
PLEASE CALL ME BY MY TRUE NAMES)
di Thich Nhat Hanh
"Non dire che me ne andrò domani -
oggi sono appena arrivato.
Guarda a fondo: attimo dopo attimo, io arrivo
per essere gemma su un ramo, in primavera,
per essere un uccellino, con ali ancora deboli:
sto imparando a cantare, nel mio nuovo nido;
per essere un bruco nel cuore di un fiore,
la pietra preziosa che si cela in un sasso.
Io arrivo di continuo, per ridere e per piangere,
per la paura e per la speranza.
Il ritmo del mio cuore è nascita e morte di tutto ciò che vive.
Sono l'insetto in metamorfosi
sul pelo dell'acqua del fiume.
Sono l'uccello che scende in picchiata e mangia l'insetto.
Sono la rana che nuota allegra
nell'acqua chiara dello stagno.
E sono il serpente silenzioso
che fa della rana il suo pasto.
Sono il bambino in Uganda, tutto pelle e ossa,
le gambe sottili come canne di bambù.
E sono il mercante di armi
che vende ordigni di morte all'Uganda.
Sono la dodicenne
fuggiasca su una piccola barca,
che si getta nell'oceano
dopo che un pirata l'ha violata.
E anche il pirata,
il cuore ancora incapace
di comprendere e di amare.
Sono il membro del Politburo
con enorme potere nelle mani.
E sono l'uomo costretto a pagare
Il debito di sangue al suo popolo,
morendo a poco a poco in un campo di lavoro forzato.
La mia gioia è come la primavera, calda
da far aprire i fiori su tutta la Terra.
Il mio dolore è come un fiume di lacrime,
vasto da riempire i quattro oceani.
Per favore chiamatemi con i miei veri nomi,
cosi che possa sentire tutti i miei pianti e le mie risa insieme,
che io possa vedere che la mia gioia e il mio dolore
sono una cosa sola.
Per favore chiamatemi con i miei veri nomi,
cosi che possa risvegliarmi,
e lasciare sempre aperte
le porte del mio cuore:
le porte della compassione. "
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Thich Nhat Hanh, monaco zen vietnamita, poeta e costruttore di pace, è oggi insieme al Dalai Lama una delle figure più rappresentative del Buddhismo nel mondo.
Nato in Vietnam centrale nel 1926, ordinato monaco all’età di 16 anni, ha operato fin dalla sua giovinezza affinché il buddhismo portasse pace, riconciliazione e fratellanza nella società.
Nel 1964, durante la guerra in Vietnam, ha dato vita a uno dei movimenti di resistenza nonviolenta più significativi del secolo, i Piccoli Corpi di Pace: gruppi di laici e monaci che si recavano nelle campagne per creare scuole, ospedali e per ricostruire i villaggi bombardati, subendo attacchi da entrambi i contendenti, che li ritenevano alleati del proprio nemico.
Nel 1967, mentre si trovava negli Stati Uniti, è stato candidato al Nobel per la pace da Martin Luther King, che dopo averlo incontrato ha preso posizione pubblicamente contro la guerra in Vietnam. Due anni dopo, già costretto all’esilio, ha dato vita alla Delegazione di Pace Buddhista, che ha partecipato alle trattative di pace di Parigi. Dopo la firma degli accordi gli è stato rifiutato il permesso di rientrare nel suo Paese. Si è stabilito in Francia, dove nel 1982 ha fondato Plum Village, comunità di monaci e laici nei pressi di Bordeaux, nella quale tuttora vive e insegna l'arte di vivere in consapevolezza. Ai suoi ritiri partecipano ogni anno migliaia di persone, provenienti da ogni parte del mondo.
Solo nel gennaio del 2005, dopo 39 anni di esilio, su invito ufficiale del governo vietnamita ha potuto far ritorno per tre mesi in Vietnam, accompagnato da un folto gruppo di monaci e laici, per un viaggio di riconciliazione e insegnamenti.
I suoi numerosi libri sono stati tradotti in molte lingue. Le edizioni italiane sono pubblicate da Ubaldini, Mondadori e Neri Pozza.
(dal sito Essere Pace)
sabato 3 novembre 2012
Le proteste dei tibetani spinge l’Onu a chiedere alla Cina il rispetto dei diritti umani in Tibet
Le risposte di Pechino sono agghiaccianti: c'è qualcuno che pensa che la colpa delle immolazioni è del Dalai Lama? La loro arroganza mi offende, la violenza mi rattrista, il mancato rispetto dei diritti umani mi indigna! FREE TIBET
La scorsa settimana in Tibet sono state sette le persone che si sono date fuoco per attirare l’attenzione del mondo. Il triste rituale si ripete dal marzo del 20o9 ma ieri per la prima volta, l’Alta commissaria Onu per i Diritti umani Navi Pillay, ha alzato la voce con Pechino chiedendole di dare conto delle accuse di violazione dei diritti umani nella regione. Le autoimmolazioni, ha detto Pillay parlando ieri a Ginevra, rappresentano una “disperata” forma di protesta, “la stabilità sociale in Tibet non sarà mai raggiunta attraverso pesanti misure di sicurezza e la soppressione dei diritti umani, le autorità cinesi – ha aggiunto – dovrebbero capire come venire incontro al dolore che ha portato a un’escalation di queste morti”. Allo stesso tempo però l’Alta Commissaria ha rivolto un appello ai tibetani affinché rinuncino a una forma di protesta così estrema (nella foto una manifestazione della comunità tibetana a Roma).
Tra il 20 e il 28 ottobre le auto immolazioni si sono susseguite al ritmo di quasi due al giorno. L’ultimo episodio si è verificato a nord di Lhasa, la capitale della Regione Autonoma del Tibet dove due cugini di 20 e 25 anni che si sono dati fuoco di fronte a un palazzo del governo . Dal marzo del 2009 a oggi sono 62 le persone che hanno deciso di darsi fuoco.
Anche l’ambasciatore Usa a Pechino, Gary Locke, martedì scorso ha chiesto nuovamente alla Cina un cambio radicale di rotta: “Esprimiamo le nostre gravi preoccupazioni per la violenza delle auto immolazioni avvenute negli ultimi anni – ha dichiarato – e imploriamo il governo cinese di incontrare davvero i rappresentanti del popolo tibetano per riesaminare insieme le politiche che hanno condotto ad alcune delle restrizioni applicate ai tibetani, e quindi a questa catena di suicidi. Ci sono stati troppi morti. Nessuno vuole assistere a questo tipo di azioni”. Gelida la risposta di Pechino: “Ci opponiamo a qualsiasi tipo d’ingerenza straniera negli affari interni cinesi – ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino Hong Lei -. Queste immolazioni sono provocate dalle attività criminali di gruppi ispirati dal Dalai Lama, che sacrificano vite umane per conseguire il loro obiettivo politico, cioè l’indipendenza del Tibet”.
lunedì 15 ottobre 2012
Essere disabili a Betlemme: l'Associazione Moire
L'Associazione Moire, una onlus italo-palestinese, è nata per favorire il reinserimento dei disabili attraverso il lavoro producendo monili di design, impiegando giovani e donne con una disabilità fisica, regolarmente assunti e remunerati.
La prima sede operativa di Moire sarà a Betlemme, in Cisgiordania, con l’obiettivo, in caso di successo, di avviare unità produttive anche in altre realtà, dove il bisogno d’integrazione è molto sentito.
Secondo Moire, il modo più efficace di combattere i pregiudizi e la segregazione dei disabili è fornire la prova concreta che essi possono essere membri attivi e produttivi della loro comunità.
In Cisgiordania, i disabili sono spesso considerati inutili o addirittura una vergogna. Molte famiglie nascondono i propri figli disabili per paura di essere escluse dalla società e alcune di esse non registrano i neonati all'anagrafe fingendo che non siano mai esistiti. Molti bambini attendono anni prima di sentirsi accettati, prima di sentirsi “normali”, e per alcuni di loro questo momento non arriva mai. Questo problema richiede urgente attenzione se si considera che oggi nei Territori palestinesi si contano oltre 41.000 disabili, con problemi per lo più di tipo motorio.
Hamdan ha vissuto l'esperienza di essere disabile a livello motorio dalla nascita ed è stato recluso in una stanza fino all'età di 11 anni. Ma da questa esperienza ha tratto una grande forza di volontà che lo ha spinto a specializzarsi nel campo della difesa dei Diritti Umani dei disabili. Fanno parte del comitato promotore anche Azzurra Amoroso e Ruben Ruta.
Per saperse di più su Moire: clicca qui
Per sapere dov'è il Druma Yoga: clicca qui
"Le energie della presenza mentale e della concentrazione ci permettono di toccare la migliore qualità di semi che abbiamo in noi e che sono nelle persone. Con queste energie saremo in grado di guardare in modo profondo per scoprire la vera natura della realtà, vedendo la vera natura della realtà saremo liberati dalla sofferenza, dal dolore e dalle nostre preoccupazioni. Questo è il principio della pratica della meditazione."
(Thich Nhat Hanh) dal sito di Druma Yoga (www.drumayoga.it)
sabato 23 giugno 2012
La brutta figura di Milano con il Dalai Lama
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Il Comune di Milano, una volta capitale morale, in seguito Milano da bere, e oggi senza neppure una qualunque identità, ha rifiutato la cittadinanza onoraria al Dalai Lama. Gli era stata promessa. Per ragioni di bottega gli è stata negata con il solito teatrino all'italiana e la nuova maschera lombarda a far la figura di merda: il facondo Pisapippa, una via di mezzo tra Balanzone e Arlecchino, il "vorrei ma non posso" di piazza della Scala, il dimissionario dall'Expo, ma anche no. La Cina, oltre ad aver occupato il Tibet, ha occupato anche Palazzo Marino. I neo maoisti meneghini hanno bocciato l'onorificenza a Tenzin Gyatso in nome dei danè. La Cina ha infatti minacciato di non partecipare all'Expo 2015 e pressioni di ogni genere sono arrivate in questi giorni al Comune di Milano da parte degli investitori cinesi. La nuova bandiera comunale dovrebbe essere un paio di mutande rosse. Io ho avuto l'onore di incontrare il Dalai Lama nella sua ultima visita a Milano. Mi concesse mezz'ora del suo prezioso tempo e, alla fine del colloquio, mi donò una sciarpa bianca e un forte abbraccio. Gli promisi il mio appoggio. Il Tibet è occupato, straziato, e l'Italia fa affari con chi lo occupa senza provare vergogna e si lascia ricattare nelle sue decisioni politiche per motivi economici. A questo punto è arrivato il Paese di Michelangelo e Giulio Cesare, di Leonardo e di Marconi, a farsi condizionare come un pezzente nei suoi rapporti internazionali. La dignità ce la siamo messa nel culo. Mi è arrivata notizia di una telefonata direttamente al presidente del Consiglio Comunale di Milano da alte autorità cinesi perché dissuadesse Pisapia dalla cittadinanza onoraria al Dalai Lama. Spero che non sia vero e che, nel caso, si sia risposto con un vaffanculo in cinese. Ma senza dubbio mi illudo. In Tibet sta avvenendo qualcosa di inaudito, contro l'occupazione cinese si stanno dando fuoco le giovani madri. Finora era successo solo per gli uomini. Il Tibet è circondato da un muro di omertà alla cui costruzione partecipa anche l'Italia. Buttiamo giù il muro. I muri sono da sempre impastati con il sangue dei popoli. (dal sito di Beppe Grillo)
Consiglio caldamente la visione di questo film, che racconta in modo molto preciso e chiaro la tragedia del popolo tibetano (munitevi di fazzolettini).
Qui invece si può sottoscrivere l’appello lanciato da International Tibet Network ai leader di tutto il mondo per la cessazione delle misure repressive in atto a Ngaba e in tutto il Tibet.
venerdì 30 settembre 2011
GIORNATE DELLA NONVIOLENZA IN RICORDO DEL MAHATMA GANDHI
Firenze, Sabato 1 e domenica 2 ottobre
Il 2 ottobre, anniversario della nascita del Mahatma Gandhi, viene celebrata in tutto il mondo “La Giornata internazionale della nonviolenza” indetta dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 15 giugno 2007 e celebrata per la prima volta il 2 ottobre 2007.
A Firenze il Comitato per la Nonviolenza, in collaborazione con il Consiglio di Quartiere 4, promuove in questa occasione un evento speciale in programma alla Limonaia di Villa Strozzi
Alla ispirazione nonviolenta si intreccerà anche la tematica ambientalista visto che questo è l’anno internazionale delle foreste.
Nel corso delle due giornate verranno analizzate le attuali forme di conflitto e proposti i modi nonviolenti per risolverli, attraverso la narrazione, l’interpretazione teatrale, filmati e testimonianze.
A caratterizzare l’evento provvederanno momenti di socializzazione, espressione musicale, scambio culturale, interazione costruttiva, con iniziative aperte a tutti quali terapie olistiche, danze popolari, attività divulgative. Verranno inoltre realizzati collegamenti audio e video con altre manifestazioni gemelle, proiezione di documentari, mostre fotografiche e spazi di dibattito. Prevista anche l’installazione di opportune segnaletiche per creare un percorso di atteggiamento responsabile.
Non mancherà un opportuno spazio degustazione e ristoro con proposte di cibi esotici, prodotti equo-solidali e ricette vegetariane, tisane e dolci (tutti ad offerta libera) accompagnati da un’adeguata presentazione.
Il Comitato Organizzatore, a coronamento dell’iniziativa, donerà un’opera scultorea dedicata a Gandhi, chiedendo che possa essere collocata in una piazza nel territorio comunale.
Satyagraha 2011- La Forza della Nonviolenza -
Un mondo in pace, ORA!
Limonaia di Villa Strozzi, 1 e 2 ottobre, a partire dalle 10 del mattino
INFO:www.satyagraha.site11.com conciencia.ecologica.planetaria@gmail.com
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« Ci sono molte cause per le quali sono pronto a morire, ma nessuna per cui sono pronto ad uccidere. » (Mahatma Gandhi, La Storia dei miei Esperimenti con la Verità, 1927)
La Giornata internazionale della nonviolenza viene commemorata il 2 ottobre, data di nascita del Mahatma Gandhi. È stata promossa dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite[1] il 15 giugno 2007 e celebrata per la prima volta il 2 ottobre 2007.
La risoluzione dell'Assemblea generale chiede a tutti i membri delle Nazioni Unite di commemorare il 2 ottobre in maniera adeguata così da "divulgare il messaggio della nonviolenza, anche attraverso l'informazione e la consapevolezza pubblica."[2]
La risoluzione riafferma "la rilevanza universale del principio della nonviolenza" ed "il desiderio di assicurare una cultura di pace, tolleranza, comprensione e nonviolenza".
Presentando la risoluzione all'Assemblea Generale per conto dei 140 co-sostenitori, il Ministro degli Esteri indiano, Anand Sharma, ha dichiarato che l'ampio sostegno da più parti alla risoluzione riflette il rispetto universale per il Mahatma Gandhi e la rilevanza attuale della sua filosofia. Citando le ultime parole del leader, ha dichiarato: «La nonviolenza è la più grande forza a disposizione del genere umano. È più potente della più potente arma di distruzione che il genere umano possa concepire».
lunedì 26 settembre 2011
Morta Wangari Maathai, la mamma degli alberi
giovedì 22 settembre 2011
Peace is the way - La pace è la via
Walking with Alfred Hassler, Thich Nhat Hanh and Sister Chan Khong Official Film Trailer from FairSoul-LIVE...ACT..BE on Vimeo.
Peace Is The Way - A Century Of Nonviolent Activism chronicles the intersecting stories of normal people, who became nonviolent beacons of light. These unsung heroes and heroines used love, humour and nonviolent action as their “weapons” and helped build Global Movements for peace and reconciliation, and in the process became Human Rights Heroes & Heroines.
The first film in the series is titled “Walking with Alfred Hassler, Thich Nhat Hanh & Sister Chan Khong” A feature documentary film and animated comic book series about normal people who became Human Rights Heroes & Heroines.
Thich Nhat Hanh and Alfred Hassler first met in July, 1965, when Alfred visited Vietnam. In the 1960s, Alfred was responsible for introducing Thich Nhat Hanh & Sister Chan Khong to the American and European peace movements. In the early 70’s, Al and Thich Nhat Hanh founded together a new movement, called "Dai Dong" (from a Vietnamese proverb about a world in which not only one’s own children are one’s children, but all the world’s children are yours). Dai Dong attempted to bring about a coalition of peace and human rights organizations with scientists concerned about (particularly) environmental problems, and pointed to the inter-connectedness of world issues: economics, environment, poverty, human rights, peace. The Dai Dong conference held in Menton, France in 1970, produced the "Menton Statement" co-signed by more than 5000 scientists, some of whom were to play key roles in political-ecology efforts such as Rene Dumont, Thor Heyerdahl and Margaret Mead.
Thich Nhat Hanh and Alfred Hassler were ahead of their time—it would take another several decades before activists (and the general public) would begin to see the importance of linking these issues.
June 2011 - Thich Nhat Hanh & Sister Chan Khong Tribute Ceremony for Alfred Hassler from FairSoul-LIVE...ACT..BE on Vimeo.
“Alfred Hassler was one of our dearest friends, supporters and brothers and that is one of the many reasons why we call him by his true name "Thich Alfred Hassler".
Alfred stood by us during some of the most difficult times of our lives, during the war in Vietnam. He was a deep listener who "always stuck to the spirit of non-duality and reconciliation." We were with Alfred during his last day in the hospital.
When we arrived Alfred was asleep, he was dying of cancer and was heavily sedated. We sang to him, massaged his feet and spoke to him recalling many of our adventures together when suddenly Alfred opened his eyes for a brief moment and said "Wonderful, Wonderful," then fell back to sleep.
Collectively, the film team "Sangha" of Gregory, Stuart, Katharina, Jennifer, Eric, Uli and Amelie have worked for a number of years to bring this story to the world and it would be "Wonderful, Wonderful," if those of you who know us to support their IndieGOGO fundraising campaign to produce and finish the film which we would like to premiere during Plum Village's 30th Anniversary in June or July of 2012.
Our brother Alfred was one of the most important peacemakers in the last century and his story, which is interconnected with ours, should be told and is truly worthy of your support”
(Thich Nhat Hanh & Sister Chan Khong, July 2011, Plum Village, France)
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Alfred Hassler
Alfred Hassler, a lifelong activist, leader of the Fellowship of Reconciliation and innovator within the peace movement, was arrested as a conscientious objector during WWII and continued on to become one of the most outspoken voices against the Vietnam War. Influenced by Thich Nhat Hanh and Vietnamese Buddhist thought, Alfred Hassler co-founded the Dai Dong project, linking war, environmental problems and poverty, in 1970. His work has inspired generations of powerful peacemakers and intellectuals such as Erich Fromm, Thich Nhat Hanh, Sister Chan Khong, Martin Luther King, Jr., Bayard Rustin, Nobel Peace Prize Winner Adolfo Perez Esquivel and Joan Baez.
In 1956, Alfred Hassler had the idea to create a comic book about Martin Luther King, Jr. and the Montgomery Bus Boycott Story. Martin Luther King, Jr., who consulted directly with Alfred on the comic book project wrote, "Again, I would like to say what a fine piece of work this is. You have done a marvelous job of grasping the underlying truth and philosophy of the movement. I am sure that this comic book will be welcomed by the American public. Please feel free to call on me at any time". The comic book was a huge success although it was dangerous to own one in southern USA states. 240,000 original copies were printed although only 20 originals still exist today, with one being in the Smithsonian Museum.
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Thich Nhat Hanh
He's been a Buddhist monk for more than 60 years, as well as a teacher and writer, who valiantly opposed his own government during the Vietnam War - a stance that left him exiled from his native Vietnam for four decades. Beneath Thich Nhat Hanh's serene demeanor lies a courageous warrior. Martin Luther King Jr. called him "an apostle of peace and nonviolence. It's also what led Martin Luther King Jr. to nominate him for a Nobel Peace Prize in 1967.
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Sister Chan Khong (Cao Ngoc Phuong)
Sister Chan Khong (her name means True Emptiness - a celebration of interconnectedness, of interbeing) is well known for protesting repression and violence, often at the risk of her own life. At the age of 21, she joined Buddhist Zen Master Thich Nhat Hanh in founding School for Youth and Social Service (SYSS), which organized medical, educational and agricultural facilities and rebuilt war-torn villages in Vietnam that had been destroyed by the fighting. At one time the SYSS had over 10,000 young peace workers volunteering. She currently lives in Plum Village, France.
mercoledì 14 settembre 2011
L'appello di Alex Zanotelli contro le spese militari
In tutta la discussione nazionale in atto sulla manovra finanziaria, che ci costerà 20 miliardi di euro nel 2012 e 25 miliardi nel 2013, quello che più mi lascia esterrefatto è il totale silenzio di destra e sinistra, dei media e dei vescovi italiani sul nostro bilancio della Difesa. E’ mai possibile che in questo paese nel 2010 abbiamo speso per la difesa ben 27 miliardi di euro? Sono dati ufficiali questi, rilasciati lo scorso maggio dall’autorevole Istituto Internazionale con sede a Stoccolma(SIPRI). Se avessimo un orologio tarato su questi dati, vedremmo che in Italia spendiamo oltre 50.000 euro al minuto, 3 milioni all’ora e 76 milioni al giorno. Ma neanche se fossimo invasi dagli UFO, spenderemmo tanti soldi a difenderci!!
E’ mai possibile che a nessun politico sia venuto in mente di tagliare queste assurde spese militari per ottenere i fondi necessari per la manovra invece di farli pagare ai cittadini? Ma ai 27 miliardi del Bilancio Difesa 2010, dobbiamo aggiungere la decisione del governo, approvata dal Parlamento, di spendere nei prossimi anni, altri 17 miliardi di euro per acquistare i 131 cacciabombardieri F 35. Se sommiamo questi soldi, vediamo che corrispondono alla manovra del 2012 e 2013. Potremmo recuperare buona parte dei soldi per la manovra, semplicemente tagliando le spese militari. A questo dovrebbe spingerci la nostra Costituzione che afferma :”L’Italia ripudia la guerra come strumento per risolvere le controversie internazionali…”(art.11) Ed invece siamo coinvolti in ben due guerre di aggressione, in Afghanistan e in Libia. La guerra in Iraq (con la partecipazione anche dell’Italia), le guerre in Afghanistan e in Libia fanno parte delle cosiddette “ guerre al terrorismo”, costate solo agli USA oltre 4.000 miliardi di dollari (dati dell’Istituto di Studi Internazionali della Brown University di New York). Questi soldi sono stati presi in buona parte in prestito da banche o da organismi internazionali. Il governo USA ha dovuto sborsare 200 miliardi di dollari in dieci anni per pagare gli interessi di quel prestito. Non potrebbe essere, forse, anche questo alla base del crollo delle borse? La corsa alle armi è insostenibile, oltre che essere un investimento in morte: le armi uccidono soprattutto civili.
Per questo mi meraviglia molto il silenzio dei nostri vescovi, delle nostre comunità cristiane, dei nostri cristiani impegnati in politica. Il Vangelo di Gesù è la buona novella della pace: è Gesù che ha inventato la via della nonviolenza attiva. Oggi nessuna guerra è giusta ,né in Iraq, né in Afghanistan, né in Libia. E le folle somme spese in armi sono pane tolto ai poveri, amava dire Paolo VI. E da cristiani come possiamo accettare che il governo italiano spenda 27 miliardi di euro in armi, mentre taglia 8 miliardi alla scuola e ai servizi sociali?
Ma perché i nostri pastori non alzano la voce e non gridano che questa è la strada verso la morte?
E come cittadini in questo momento di crisi, perché non gridiamo che non possiamo accettare una guerra in Afghanistan che ci costa 2 milioni di euro al giorno? Perché non ci facciamo vivi con i nostri parlamentari perché votino contro queste missioni? La guerra in Libia ci è costata 700 milioni di euro!
Come cittadini vogliamo sapere che tipo di pressione fanno le industrie militari sul Parlamento per ottenere commesse di armi e di sistemi d’armi. Noi vogliamo sapere quanto lucrano su queste guerre aziende come la Fin-Meccanica, l’Iveco-Fiat, la Oto-Melara, l’Alenia Aeronautica. Ma anche quanto lucrano la banche in tutto questo.
E come cittadini chiediamo di sapere quanto va in tangenti ai partiti, al governo sulla vendita di armi all’estero (Ricordiamo che nel 2009 abbiamo esportato armi per un valore di quasi 5 miliardi di euro).
E’ un autunno drammatico questo, carico di gravi domande. Il 25 settembre abbiamo la 50° Marcia Perugia-Assisi iniziata da Aldo Capitini per promuovere la nonviolenza attiva. Come la celebreremo? Deve essere una marcia che contesta un’Italia che spende 27 miliardi di euro per la Difesa.
E il 27 ottobre sempre ad Assisi , la città di S. Francesco, uomo di pace, si ritroveranno insieme al Papa, i leader delle grandi religioni del mondo. Ci aspettiamo un grido forte di condanna di tutte le guerre e un invito al disarmo.
Mettiamo da parte le nostre divisioni, ricompattiamoci, scendiamo per strada per urlare il nostro no alle spese militari, agli enormi investimenti in armi, in morte.
Che vinca la Vita!
Alex Zanotelli
Napoli, 24 agosto 2011
venerdì 12 agosto 2011
Il programma delle festa 2011 di Emergency
Firenze, 6/11 settembre 2011
INCONTRO NAZIONALE DI EMERGENCY
Martedì 6 settembre
18.00 — PALAZZO DEGLI AFFARI
LA RAPPRESENTAZIONE DELLA GUERRA
INCONTRO PUBBLICO a cura di E-IL MENSILE
intervengono
- Lamis Andoni, Giornalista di Al Jazeera
- Giampaolo Cadalanu, Inviato di La Repubblica
- Marco Garatti, Chirurgo di EMERGENCY
- Loretta Napoleoni, Economista e saggista
- Modera Angelo Miotto, Caporedattore di E-Il mensile
21.00 — TEATRO VERDI
STEFANO BOLLANI E I VISIONARI
SPETTACOLO
Concerto di Stefano Bollani con Mirko Guerrini, Stefano Senni, Cristiano Calcagnile, Nico Gori
INGRESSO GRATUITO
Mercoledì 7 settembre
21.00 — TEATRO VERDI
COME TI INVENTO UN NEMICO
INCONTRO PUBBLICO a cura di E-IL MENSILE
intervengono
- Cecilia Strada, Presidente di EMERGENCY
- Matteo Renzi, Sindaco di Firenze
- Giuliano Pisapia, Sindaco di Milano
- Mark Lacy, Ricercatore Università di Lancaster
- Salvatore Palidda, Professore Associato Università di Genova
- Conduce Gad Lerner, Giornalista di La7
Giovedì 8 settembre
18.00 — PALAZZO DEGLI AFFARI
UN F-35 O UN ASILO NIDO?
INCONTRO PUBBLICO a cura di E-IL MENSILE
intervengono
- Leopoldo Nascia, Sbilanciamoci/ISTAT
- Francesco Vignarca, Altreconomia/Rete Disarmo
- Paolo Busoni, Storico militare
- Modera Maso Notarianni, Condirettore di E-Il mensile
21.00 — TEATRO VERDI
PROSPETTIVE SULLA GUERRA CIVILE
SPETTACOLO
Liberamente ispirato a Prospettive sulla guerra civile e Il perdente radicale di Hans Magnus Enzensberger.
Con Serena Sinigaglia e la partecipazione di Irene Bonifazi, Pietro Paroletti e Sandra Zoccolan
INGRESSO GRATUITO
Venerdì 9 settembre
21.00 — MANDELA FORUM
OLTRE LA GUERRA
serata condotta da MASSIMO CIRRI
SPETTACOLO
tra gli ospiti
- Gino Strada, Fondatore di EMERGENCY
- Don Gino Rigoldi, Presidente di Comunità Nuova
- Erri De Luca, Scrittore
- Musica con Fiorella Mannoia, Paola Turci, Casa del Vento
INGRESSO GRATUITO
Sabato 10 settembre
10.00/13.00 — AUDITORIUM
EMERGENCY IN AFRICA
INCONTRO PUBBLICO a cura dell'UFFICIO UMANITARIO DI EMERGENCY
14.30/17.30 — AUDITORIUM
EMERGENCY IN ITALIA
INCONTRO PUBBLICO a cura dell'UFFICIO UMANITARIO DI EMERGENCY
intervengono
Laura Galesi e Antonello Mangano
autori di "Voi li chiamate clandestini"
21.00 — MANDELA FORUM
Serata condotta da SERENA DANDINI
SPETTACOLO
tra gli ospiti
Max Paiella, Paola Minaccioni, Anna Meacci, Federica Cifola
Musica con Elio e le Storie Tese
INGRESSO GRATUITO
Domenica 11 settembre
10.00/13.00 — AUDITORIUM
EMERGENCY E LA GUERRA,
I PROGRAMMI DI EMERGENCY IN AFGANISTAN, IRAQ, LIBIA
INCONTRO PUBBLICO a cura dell'UFFICIO UMANITARIO DI EMERGENCY
interviene
PINO ARLACCHI, Vice Presidente della Delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con l'Afganistan e Rapporteur sulla nuova strategia dell'Unione Europea per l'Afganistan
15.00/16.00 — AUDITORIUM
CONCLUSIONI
INCONTRO PUBBLICO
sabato 28 maggio 2011
I pazzi siete voi

Piotta con Greenpeace contro il nucleare.
Berlusconi: il vostro futuro lo decido io!



