Questo blog sostiene la campagna Save The Artic di Greenpeace
Negli ultimi 30 anni abbiamo perso tre quarti dei ghiacci artici. Meno ghiaccio in Artico vuol dire poter trivellare alla ricerca di petrolio, quello che vogliono fare giganti come Shell e Gazprom. Gli Arctic30 hanno cercato di difendere pacificamente quello che rimane dell'Artico e sono stati arrestati. La salvaguardia di un bene globale non è nè pirateria nè vandalismo. Firma anche tu per #FreeTheArctic30!
Per firmare clicca qui e accedi al sito di Greenpeace, l'obiettivo è raggiungere i 5 milioni di firme in tutto il mondo (ad oggi le firme sono 4 mil.)
Questo filmato inedito mostra l'abbordaggio delle Forze speciali russe all'Arctic Sunrise il 19 settembre. Evidente la resistenza non violenta da parte dell’equipaggio. Al momento dell'arrembaggio la nave di Greenpeace si trovava in acque internazionali.
I 28 attivisti di Greenpeace e due giornalisti free lance che erano a bordo della rompighiaccio Arctic Sunrise lo scorso 19 settembre sono in carcere in Russia dopo aver manifestato in modo pacifico contro una minaccia che riguarda tutti, quella delle trivellazioni petrolifere di Gazprom nell'Artico.
(fonte: testo e video dal sito di Greenpeace)
Agorà era, nella polis greca, la piazza in cui i cittadini si riunivano per discutere e dibattere dei problemi della comunità e decidere cosa fare. Non sono così presuntuoso. Ma sarei contento di riuscire a parlare, ragionare, discutere con altri navigatori. Contento di porre domande e dare risposte.
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venerdì 15 novembre 2013
domenica 26 maggio 2013
Abbraccio al Tibet
Riporto la simpatica descrizione fatta da Laura su come è nata l'idea di questo evento che m vede coinvolto in prima persona.
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Durante il viaggio che ci conduceva a casa dell’amica Laura nel Mugello per trascorrere un capodanno davvero speciale, condividemmo con l’amico Fabio, le sue preziose esperienze di mostre fotografiche realizzate più volte a Firenze a seguito del suo bel viaggio in Tibet.
Così maturò in me il desiderio e la volontà di occuparmi dell’organizzazione di un altro evento simile, mettendo in gioco e a servizio questa mia qualifica svolta ampiamente negli anni di lavoro ai vari Teatri di Livorno e per passione e che potesse manifestare concretamente, insieme ad un sapore culturale, un atto solidale e un momento di piacevole aggregazione sociale. Quindi una serie di eventi sincronici, non affatto casuali: il coinvolgimento di un’associazione culturale di sesto, dove un amica socia ha viaggiato ed amato il Tibet, la riunione dell’Associazione Italia/Tibet al Centro Ewam, dove a febbraio partecipammo con Fabio, da lì il mio contatto con il Presidente dell’Associazione e il suo SI, per noi graditissimo, della Sua presenza e intervento all’evento. E poi il contatto con Paolo del Centro Ewam ( che però forse ha impegni improrogabili di lavoro), il SI dell’Assessore alla Cultura di SestoIdee, il SI del terapista Enrico Cheli, cui lo stesso Fabio conobbe, partecipando con piacere ad un suo evento, e il mio incontro con Sithar, un amico tibetano, bravissimo in cucina! Insomma, tutta la nostra energia del NOI e quella della “vita consenziente” si è direzionata, come un dolce vento caldo, verso la realizzazione, a breve, di questa giornata: un piccolo gesto di solidarietà verso questo popolo oppresso da così tanti anni, impregnato di una cultura incredibilmente affascinante e antichissima, al quale dedichiamo con gioia e speriamo con sentita partecipazione, questo nostro comune impegno. (Laura Faucci)
giovedì 28 marzo 2013
Il Nobel a Thich Nhat Hanh (Nobel Peace Prize to Thich Nhat Hanh)
Una petizione on line per assegnare il premio Nobel per la paca a Thich Nhat Hanh, il grande monaco buddista della tradizione zen, profugi da una vita dal suo Vietnam. La pace è sempre stato uno dei temi centrali di questo grande uomo del '900, un esempio vivente, un maestro. Io ho firmato e mi auguro veramente che il premio posa andare a Thich Nhat Hanh!
Firma qui
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Please Award the next Nobel Peace Prize to Thich Nhat hanh Lets restore prestige and honor to the process by making the next recipient of the Nobel Peace Prize, Thich Nhat Hanh, as you know he is beyond worthy of the award. Please take action to correct this oversight and not allow another life long beacon of light and practitioner of peace to be overlooked as Gandhi was. As you know the award cannot be issued posthumously. At age 86, it's about time that the two time nominee be recognized for his achievements.
Thank you sincerely John Siroki
More on the life of Thich Nhat Hanh
http://en.wikipedia.org/wiki/Thich_Nhat_Hanh
http://www.plumvillage.org/thich-nhat-hanh.html
Firma qui
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Please Award the next Nobel Peace Prize to Thich Nhat hanh Lets restore prestige and honor to the process by making the next recipient of the Nobel Peace Prize, Thich Nhat Hanh, as you know he is beyond worthy of the award. Please take action to correct this oversight and not allow another life long beacon of light and practitioner of peace to be overlooked as Gandhi was. As you know the award cannot be issued posthumously. At age 86, it's about time that the two time nominee be recognized for his achievements.
Thank you sincerely John Siroki
More on the life of Thich Nhat Hanh
http://en.wikipedia.org/wiki/Thich_Nhat_Hanh
http://www.plumvillage.org/thich-nhat-hanh.html
(Foto Fabio Ramelli - Riproduzione vietata)
sabato 3 novembre 2012
Il fascino del modello alla Limonaia di Villa Strozzi
Segnalo questa interessante iniziativa con il sottoscritto come ospite. Solo sabato e domenica 3-4 novembre.
venerdì 24 febbraio 2012
Sei sicuro di voler mangiare tonno?
Ricevo da Greenpeace:
Ciao Fabio, Tre mesi fa hai partecipato a “Tonno in trappola. Di’ la tua”. L’obiettivo del nostro sondaggio era capire cosa tu e migliaia di persone come te pensano della sostenibilità delle scatolette di tonno vendute in Italia. Oggi ti inviamo i risultati in questa infografica. Il messaggio è chiaro: i consumatori non vogliono essere complici ignari della distruzione del mare. Delle oltre 25 mila risposte che abbiamo ricevuto, nel 99 per cento dei casi si chiede alle aziende di migliorare, di pescare tonno con metodi sostenibili e di essere più trasparenti.
Se vuoi sapere come si comportano i vari produttori di tonno in scatola puoi leggere qui la classifica di Greenpeace. Personalmente ho smesso di mangiare tonno da circa 1 anno e guardando questo video sono molto contento della mia scelta. Ma, indipendentemente dalle scelte individuali di ciascuno di noi, quello che possiamo fare come consumatori consapeveoli è di chiedere ai produttori di pescare in modo consapevole e contrastare lo sfruttamento illegale e cruento delle risorse marine.
Ciao Fabio, Tre mesi fa hai partecipato a “Tonno in trappola. Di’ la tua”. L’obiettivo del nostro sondaggio era capire cosa tu e migliaia di persone come te pensano della sostenibilità delle scatolette di tonno vendute in Italia. Oggi ti inviamo i risultati in questa infografica. Il messaggio è chiaro: i consumatori non vogliono essere complici ignari della distruzione del mare. Delle oltre 25 mila risposte che abbiamo ricevuto, nel 99 per cento dei casi si chiede alle aziende di migliorare, di pescare tonno con metodi sostenibili e di essere più trasparenti.
Se vuoi sapere come si comportano i vari produttori di tonno in scatola puoi leggere qui la classifica di Greenpeace. Personalmente ho smesso di mangiare tonno da circa 1 anno e guardando questo video sono molto contento della mia scelta. Ma, indipendentemente dalle scelte individuali di ciascuno di noi, quello che possiamo fare come consumatori consapeveoli è di chiedere ai produttori di pescare in modo consapevole e contrastare lo sfruttamento illegale e cruento delle risorse marine.
sabato 4 febbraio 2012
Le foto del Tibet a Pitti Colours of the World
Sabato 4 e domenica 5 gebbraio proietterò le mie foto sul Tibet all'interno della manifestazione PITTI COLOURS OF THE WORLD alla Limonaia di Villa Strozzi a Firenze, zona Ponte alla Vittoria/Via Pisana. Inizio alle 17.30.
Sarà sicuramente una cosa interessante perchè saremo 12 fotografi che contemporaneamente proietteranno fotografie da tutto il Mondo. L'ambiente è molto bello e consiglio di farci un salto. Sabato ci sarà anche l'aperitivo e la musica live fino a tarda notte.
Viaggio in Tibet: tra cielo e spiritualità (foto di Fabio Ramelli)
venerdì 9 dicembre 2011
Concorso di progettazione di un parco urbano a New York in memoria delle vittime dell'AIDS.
New York AIDS Campaign Memorial Park è una associazione di persone e organizzazioni che si sono dedicate al riconoscimento ed alla conservazione della memoria della storia dell'AIDS. A 30 anni dall'inizio dell'epidemia, l'intenzione è quella di onorare gli oltre 100.000 newyorkesi che sono morti di AIDS, e celebrare gli sforzi degli attivisti e dei volontari che hanno risposto con grande e profondo impegno alla terribile malattia. New York non ha ancora un luogo che commemori tutto questo. In poche parole, l'Associazione ritiene che si possa riempire quel vuoto coinvolgendo nella progettazione la società, gli architetti, i designer e gli urbanisti, al fine di creare un parco commemorativo, che fornisca un raccoglimento, e diventi un'oasi educativa, un parco pubblico, per l'intera città di New York. (per dettagli clicca qui)
AIDS Memorial Park Design Competition from Beechwood Film on Vimeo.
The New York City AIDS Memorial Park Campaign is a coalition of individuals and organizations dedicated to the recognition and preservation of the ongoing history of the AIDS crisis. In the 30th year of the epidemic, we seek to honor the more than 100,000 New York City men, women and children who have died from AIDS, and to commemorate and celebrate the efforts of the caregivers and activists who responded heroically to the crisis. We represent artists, health care providers, historians, family, friends and neighbors committed to remembering the history of the crisis.
New York City still has no significant public AIDS memorial. Simply stated, we believe that we can fill that void by engaging the community, architects, designers, and urban planners in the design process, in order to create a memorial park that provides a much-needed inspirational, educational and green public oasis for the city and surrounding community.
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Registration opens November 29th, 2011
Question and answer period submission deadline December 15, 2011
Question and answer responses posted December 19, 2011
Registration deadline January 20, 2012
Project submission deadline January 21, 2012 at 11:59pm Eastern Standard Time.
Results notification February 1, 2012
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There are two monetary prizes and an additional selection of honorable mentions. First prize will receive $5,000.
Runner-up will receive $2,000. Top submissions not limited to the winners will be exhibited at an exhibition in a prominent gallery space in Manhattan in early 2012.
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The jury is chaired by Michael Arad (Partner, Handel Architects; Designer of the National September 11 Memorial) Additional jury members include:
Kurt Andersen (Journalist and Host Studio 360)
Barry Bergdoll (Chief Curator of Architecture and Design, Museum of Modern Art)
Elizabeth Diller (Partner and Co-founder, Diller Scofidio + Renfro)
Robert Hammond (Co-founder and Executive Director, Friends of the High Line)
Dr. Marjorie Hill (CEO, Gay Men's Health Crisis)
Bill T. Jones (Executive Artistic Director, Choreographer and Dancer, New York Live Arts)
Richard Meier (Founder and Managing Partner, Richard Meier & Partners Architects LLP)
Ken Smith (Founder and Principal, WORKSHOP: Ken Smith Landscape Architect, P.C.)
Suzanne Stephens (Deputy Editor, Architectural Record)
AIDS Memorial Park Design Competition from Beechwood Film on Vimeo.
The New York City AIDS Memorial Park Campaign is a coalition of individuals and organizations dedicated to the recognition and preservation of the ongoing history of the AIDS crisis. In the 30th year of the epidemic, we seek to honor the more than 100,000 New York City men, women and children who have died from AIDS, and to commemorate and celebrate the efforts of the caregivers and activists who responded heroically to the crisis. We represent artists, health care providers, historians, family, friends and neighbors committed to remembering the history of the crisis.
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Registration opens November 29th, 2011
Question and answer period submission deadline December 15, 2011
Question and answer responses posted December 19, 2011
Registration deadline January 20, 2012
Project submission deadline January 21, 2012 at 11:59pm Eastern Standard Time.
Results notification February 1, 2012
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There are two monetary prizes and an additional selection of honorable mentions. First prize will receive $5,000.
Runner-up will receive $2,000. Top submissions not limited to the winners will be exhibited at an exhibition in a prominent gallery space in Manhattan in early 2012.
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The jury is chaired by Michael Arad (Partner, Handel Architects; Designer of the National September 11 Memorial) Additional jury members include:
Kurt Andersen (Journalist and Host Studio 360)
Barry Bergdoll (Chief Curator of Architecture and Design, Museum of Modern Art)
Elizabeth Diller (Partner and Co-founder, Diller Scofidio + Renfro)
Robert Hammond (Co-founder and Executive Director, Friends of the High Line)
Dr. Marjorie Hill (CEO, Gay Men's Health Crisis)
Bill T. Jones (Executive Artistic Director, Choreographer and Dancer, New York Live Arts)
Richard Meier (Founder and Managing Partner, Richard Meier & Partners Architects LLP)
Ken Smith (Founder and Principal, WORKSHOP: Ken Smith Landscape Architect, P.C.)
Suzanne Stephens (Deputy Editor, Architectural Record)
mercoledì 14 settembre 2011
L'appello di Alex Zanotelli contro le spese militari
Questo è l'appello di Padre Alex Zanotelli, una persona che stimo molto, socialmente impegnato in tante battaglie che condivio in pieno (come quella dell'acqua). E' incredibile leggere questi dati, pensare che di tutti i tagli che vengono fatti dal nostro governo (scuola, sanità, servizi sociali, cultura ecc.) nessuno parla delle spese militari. Nessuno. Se anche tu ti senti preso in giro firma qui l'appello di Alex Zanotelli per il taglio delle spese militari.
In tutta la discussione nazionale in atto sulla manovra finanziaria, che ci costerà 20 miliardi di euro nel 2012 e 25 miliardi nel 2013, quello che più mi lascia esterrefatto è il totale silenzio di destra e sinistra, dei media e dei vescovi italiani sul nostro bilancio della Difesa. E’ mai possibile che in questo paese nel 2010 abbiamo speso per la difesa ben 27 miliardi di euro? Sono dati ufficiali questi, rilasciati lo scorso maggio dall’autorevole Istituto Internazionale con sede a Stoccolma(SIPRI). Se avessimo un orologio tarato su questi dati, vedremmo che in Italia spendiamo oltre 50.000 euro al minuto, 3 milioni all’ora e 76 milioni al giorno. Ma neanche se fossimo invasi dagli UFO, spenderemmo tanti soldi a difenderci!!
E’ mai possibile che a nessun politico sia venuto in mente di tagliare queste assurde spese militari per ottenere i fondi necessari per la manovra invece di farli pagare ai cittadini? Ma ai 27 miliardi del Bilancio Difesa 2010, dobbiamo aggiungere la decisione del governo, approvata dal Parlamento, di spendere nei prossimi anni, altri 17 miliardi di euro per acquistare i 131 cacciabombardieri F 35. Se sommiamo questi soldi, vediamo che corrispondono alla manovra del 2012 e 2013. Potremmo recuperare buona parte dei soldi per la manovra, semplicemente tagliando le spese militari. A questo dovrebbe spingerci la nostra Costituzione che afferma :”L’Italia ripudia la guerra come strumento per risolvere le controversie internazionali…”(art.11) Ed invece siamo coinvolti in ben due guerre di aggressione, in Afghanistan e in Libia. La guerra in Iraq (con la partecipazione anche dell’Italia), le guerre in Afghanistan e in Libia fanno parte delle cosiddette “ guerre al terrorismo”, costate solo agli USA oltre 4.000 miliardi di dollari (dati dell’Istituto di Studi Internazionali della Brown University di New York). Questi soldi sono stati presi in buona parte in prestito da banche o da organismi internazionali. Il governo USA ha dovuto sborsare 200 miliardi di dollari in dieci anni per pagare gli interessi di quel prestito. Non potrebbe essere, forse, anche questo alla base del crollo delle borse? La corsa alle armi è insostenibile, oltre che essere un investimento in morte: le armi uccidono soprattutto civili.
Per questo mi meraviglia molto il silenzio dei nostri vescovi, delle nostre comunità cristiane, dei nostri cristiani impegnati in politica. Il Vangelo di Gesù è la buona novella della pace: è Gesù che ha inventato la via della nonviolenza attiva. Oggi nessuna guerra è giusta ,né in Iraq, né in Afghanistan, né in Libia. E le folle somme spese in armi sono pane tolto ai poveri, amava dire Paolo VI. E da cristiani come possiamo accettare che il governo italiano spenda 27 miliardi di euro in armi, mentre taglia 8 miliardi alla scuola e ai servizi sociali?
Ma perché i nostri pastori non alzano la voce e non gridano che questa è la strada verso la morte?
E come cittadini in questo momento di crisi, perché non gridiamo che non possiamo accettare una guerra in Afghanistan che ci costa 2 milioni di euro al giorno? Perché non ci facciamo vivi con i nostri parlamentari perché votino contro queste missioni? La guerra in Libia ci è costata 700 milioni di euro!
Come cittadini vogliamo sapere che tipo di pressione fanno le industrie militari sul Parlamento per ottenere commesse di armi e di sistemi d’armi. Noi vogliamo sapere quanto lucrano su queste guerre aziende come la Fin-Meccanica, l’Iveco-Fiat, la Oto-Melara, l’Alenia Aeronautica. Ma anche quanto lucrano la banche in tutto questo.
E come cittadini chiediamo di sapere quanto va in tangenti ai partiti, al governo sulla vendita di armi all’estero (Ricordiamo che nel 2009 abbiamo esportato armi per un valore di quasi 5 miliardi di euro).
E’ un autunno drammatico questo, carico di gravi domande. Il 25 settembre abbiamo la 50° Marcia Perugia-Assisi iniziata da Aldo Capitini per promuovere la nonviolenza attiva. Come la celebreremo? Deve essere una marcia che contesta un’Italia che spende 27 miliardi di euro per la Difesa.
E il 27 ottobre sempre ad Assisi , la città di S. Francesco, uomo di pace, si ritroveranno insieme al Papa, i leader delle grandi religioni del mondo. Ci aspettiamo un grido forte di condanna di tutte le guerre e un invito al disarmo.
Mettiamo da parte le nostre divisioni, ricompattiamoci, scendiamo per strada per urlare il nostro no alle spese militari, agli enormi investimenti in armi, in morte.
Che vinca la Vita!
Alex Zanotelli
Napoli, 24 agosto 2011
In tutta la discussione nazionale in atto sulla manovra finanziaria, che ci costerà 20 miliardi di euro nel 2012 e 25 miliardi nel 2013, quello che più mi lascia esterrefatto è il totale silenzio di destra e sinistra, dei media e dei vescovi italiani sul nostro bilancio della Difesa. E’ mai possibile che in questo paese nel 2010 abbiamo speso per la difesa ben 27 miliardi di euro? Sono dati ufficiali questi, rilasciati lo scorso maggio dall’autorevole Istituto Internazionale con sede a Stoccolma(SIPRI). Se avessimo un orologio tarato su questi dati, vedremmo che in Italia spendiamo oltre 50.000 euro al minuto, 3 milioni all’ora e 76 milioni al giorno. Ma neanche se fossimo invasi dagli UFO, spenderemmo tanti soldi a difenderci!!
E’ mai possibile che a nessun politico sia venuto in mente di tagliare queste assurde spese militari per ottenere i fondi necessari per la manovra invece di farli pagare ai cittadini? Ma ai 27 miliardi del Bilancio Difesa 2010, dobbiamo aggiungere la decisione del governo, approvata dal Parlamento, di spendere nei prossimi anni, altri 17 miliardi di euro per acquistare i 131 cacciabombardieri F 35. Se sommiamo questi soldi, vediamo che corrispondono alla manovra del 2012 e 2013. Potremmo recuperare buona parte dei soldi per la manovra, semplicemente tagliando le spese militari. A questo dovrebbe spingerci la nostra Costituzione che afferma :”L’Italia ripudia la guerra come strumento per risolvere le controversie internazionali…”(art.11) Ed invece siamo coinvolti in ben due guerre di aggressione, in Afghanistan e in Libia. La guerra in Iraq (con la partecipazione anche dell’Italia), le guerre in Afghanistan e in Libia fanno parte delle cosiddette “ guerre al terrorismo”, costate solo agli USA oltre 4.000 miliardi di dollari (dati dell’Istituto di Studi Internazionali della Brown University di New York). Questi soldi sono stati presi in buona parte in prestito da banche o da organismi internazionali. Il governo USA ha dovuto sborsare 200 miliardi di dollari in dieci anni per pagare gli interessi di quel prestito. Non potrebbe essere, forse, anche questo alla base del crollo delle borse? La corsa alle armi è insostenibile, oltre che essere un investimento in morte: le armi uccidono soprattutto civili.
Per questo mi meraviglia molto il silenzio dei nostri vescovi, delle nostre comunità cristiane, dei nostri cristiani impegnati in politica. Il Vangelo di Gesù è la buona novella della pace: è Gesù che ha inventato la via della nonviolenza attiva. Oggi nessuna guerra è giusta ,né in Iraq, né in Afghanistan, né in Libia. E le folle somme spese in armi sono pane tolto ai poveri, amava dire Paolo VI. E da cristiani come possiamo accettare che il governo italiano spenda 27 miliardi di euro in armi, mentre taglia 8 miliardi alla scuola e ai servizi sociali?
Ma perché i nostri pastori non alzano la voce e non gridano che questa è la strada verso la morte?
E come cittadini in questo momento di crisi, perché non gridiamo che non possiamo accettare una guerra in Afghanistan che ci costa 2 milioni di euro al giorno? Perché non ci facciamo vivi con i nostri parlamentari perché votino contro queste missioni? La guerra in Libia ci è costata 700 milioni di euro!
Come cittadini vogliamo sapere che tipo di pressione fanno le industrie militari sul Parlamento per ottenere commesse di armi e di sistemi d’armi. Noi vogliamo sapere quanto lucrano su queste guerre aziende come la Fin-Meccanica, l’Iveco-Fiat, la Oto-Melara, l’Alenia Aeronautica. Ma anche quanto lucrano la banche in tutto questo.
E come cittadini chiediamo di sapere quanto va in tangenti ai partiti, al governo sulla vendita di armi all’estero (Ricordiamo che nel 2009 abbiamo esportato armi per un valore di quasi 5 miliardi di euro).
E’ un autunno drammatico questo, carico di gravi domande. Il 25 settembre abbiamo la 50° Marcia Perugia-Assisi iniziata da Aldo Capitini per promuovere la nonviolenza attiva. Come la celebreremo? Deve essere una marcia che contesta un’Italia che spende 27 miliardi di euro per la Difesa.
E il 27 ottobre sempre ad Assisi , la città di S. Francesco, uomo di pace, si ritroveranno insieme al Papa, i leader delle grandi religioni del mondo. Ci aspettiamo un grido forte di condanna di tutte le guerre e un invito al disarmo.
Mettiamo da parte le nostre divisioni, ricompattiamoci, scendiamo per strada per urlare il nostro no alle spese militari, agli enormi investimenti in armi, in morte.
Che vinca la Vita!
Alex Zanotelli
Napoli, 24 agosto 2011
martedì 15 marzo 2011
No al nucleare!
La campagna di GreenPeace contro il nucleare è ora più attuale che mai. A giungo c'è un nuovo referendum per bloccare il tentativo di reintrodurre le centrali nucleari in Italia. Mentre si affossano gli incentivi alle rinnovabili si rilancia l'atomo. Ma perchè? Abbiamo sole, acqua e vento.............. non abbiamo uranio. E' pazzesco! Quello che sta succedendo in Giappone è un monito importante. Hanno retto i grattacieli ma non le centrali nucleari, non ci sono margini di sicurezza ed il rischio è troppo elevato per tutti, per l'umanità intera. Com'è possibile non rendersene conto? Basta che manchi l'acqua che il nocciolo rischia la fusione. Già, l'acqua, il bene più preziono che abbiamo. Aderisci a Greenpeace e firma anche tu.domenica 30 gennaio 2011
Le Crittografie di Laura Albano
Ecco on line le foto della serata. Per vedere quelle ufficiali di Laura Albano del progetto Crittografie, dovete andare su Facebook, al suo profilo o al mio.
Noi dello Studio A siamo già al lavoro per il prossimo evento che vedrà protagonista Filippo Basetti. Presto qui altre notizie.
(Foto di @rchetto/Fabio Ramelli, 2010 © Riproduzione vietata)







Noi dello Studio A siamo già al lavoro per il prossimo evento che vedrà protagonista Filippo Basetti. Presto qui altre notizie.
(Foto di @rchetto/Fabio Ramelli, 2010 © Riproduzione vietata)
martedì 23 novembre 2010
La scure di Tremonti sul 5%
Anche quest'anno il nostro grande governo ci riprova a tagliare i fondi destinati al 5%. Un taglio del 75%, come dire affossare tante piccole associazioni che con questo contributo (che arriva comunque dalle nostre tasse!!) riescono a tirare avanti. E' il solito ennesimo scandalo di una politica sempre più lontana dalla società civile. Qui sono coinvolte tutte le associazioni, dalle Misericordie al WWF, da Emergency a Telefono Azzurro. Mi chiedo: perchè non decurtano l'8% ?
Ribelliamo. Le principali organizzazioni hanno lanciato un appello che ti invito a firmare qui.
Questo è il testo.
Al Parlamento Italiano
Al presidente della Camera dei Deputati, Onorevole Gianfranco FiniAl presidente del Senato della Repubblica Italiana, Onorevole Renato Schifani
Negli scorsi giorni, gli organi di stampa hanno riportato la notizia che la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha esaminato il testo della nuova "legge per la stabilità" di prossima discussione e approvazione in Parlamento, legge che limiterebbe a 100 milioni di euro i fondi da destinare al "5 x 1.000" per l'anno 2011. Questo significherebbe non rispettare la volontà dei cittadini che liberamente decideranno di versare alle associazioni destinatarie la loro quota del 5 x 1.000 con la prossima dichiarazione dei redditi: solo 100 milioni, rispetto all'intero ammontare del 5 x 1.000, verranno infatti distribuiti alle associazioni, mentre il resto verrà trattenuto dallo Stato.
Si tratterebbe, se la notizia fosse confermata e tale tetto fosse effettivamente approvato, di una riduzione del 75% rispetto all'importo destinato nell'anno precedente (peraltro già oggetto di una limitazione rispetto al totale dei fondi raccolti). Tale ulteriore taglio si aggiunge a quelli effettuati al bilancio della cooperazione internazionale italiana, ai contributi alle istituzioni internazionali che si occupano di aiuti ai paesi in via di sviluppo e a quelli per la ricerca scientifica, universitaria e sanitaria.
Questi tagli si ripercuotono significativamente sull'operatività delle organizzazioni del terzo settore, che hanno dimostrato, negli ultimi anni in modo ancora più evidente, una professionalità molto elevata, oggetto di apprezzamento in Italia e all'estero e dunque motivo di orgoglio per il nostro Paese. Tali organizzazioni, non diversamente da altre realtà sociali ed economiche, basano la loro attività sulla programmazione finanziaria degli impegni attuali e futuri per rendere sostenibile il proprio agire nei diversi settori di riferimento.
Non è la prima volta, purtroppo, che si interviene, con tetti massimi di impegno, per limitare l'operatività del "5 x 1.000", uno strumento che, come poche altre misure di natura fiscale, ha dimostrato di riscuotere un gradimento molto alto dei cittadini italiani sin dalla sua prima applicazione.
Tagliare i fondi a disposizione del "5 x 1.000" significherebbe quindi limitare drasticamente la libertà dei cittadini di decidere come destinare la propria quota dell'imposta sui redditi direttamente a sostegno degli operatori del terzo settore.
Per queste ragioni chiediamo al Parlamento Italiano di intervenire per eliminare, nel testo della "legge per la stabilità" di prossima discussione, il tetto di 100 milioni di euro da destinare al "5 x 1.000" per l'anno 2011, ripristinando quanto meno l'importo dei fondi previsti nell'anno 2010.
Ribelliamo. Le principali organizzazioni hanno lanciato un appello che ti invito a firmare qui.
Questo è il testo.
Al Parlamento Italiano
Al presidente della Camera dei Deputati, Onorevole Gianfranco FiniAl presidente del Senato della Repubblica Italiana, Onorevole Renato Schifani
Negli scorsi giorni, gli organi di stampa hanno riportato la notizia che la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha esaminato il testo della nuova "legge per la stabilità" di prossima discussione e approvazione in Parlamento, legge che limiterebbe a 100 milioni di euro i fondi da destinare al "5 x 1.000" per l'anno 2011. Questo significherebbe non rispettare la volontà dei cittadini che liberamente decideranno di versare alle associazioni destinatarie la loro quota del 5 x 1.000 con la prossima dichiarazione dei redditi: solo 100 milioni, rispetto all'intero ammontare del 5 x 1.000, verranno infatti distribuiti alle associazioni, mentre il resto verrà trattenuto dallo Stato.
Si tratterebbe, se la notizia fosse confermata e tale tetto fosse effettivamente approvato, di una riduzione del 75% rispetto all'importo destinato nell'anno precedente (peraltro già oggetto di una limitazione rispetto al totale dei fondi raccolti). Tale ulteriore taglio si aggiunge a quelli effettuati al bilancio della cooperazione internazionale italiana, ai contributi alle istituzioni internazionali che si occupano di aiuti ai paesi in via di sviluppo e a quelli per la ricerca scientifica, universitaria e sanitaria.
Questi tagli si ripercuotono significativamente sull'operatività delle organizzazioni del terzo settore, che hanno dimostrato, negli ultimi anni in modo ancora più evidente, una professionalità molto elevata, oggetto di apprezzamento in Italia e all'estero e dunque motivo di orgoglio per il nostro Paese. Tali organizzazioni, non diversamente da altre realtà sociali ed economiche, basano la loro attività sulla programmazione finanziaria degli impegni attuali e futuri per rendere sostenibile il proprio agire nei diversi settori di riferimento.
Non è la prima volta, purtroppo, che si interviene, con tetti massimi di impegno, per limitare l'operatività del "5 x 1.000", uno strumento che, come poche altre misure di natura fiscale, ha dimostrato di riscuotere un gradimento molto alto dei cittadini italiani sin dalla sua prima applicazione.
Tagliare i fondi a disposizione del "5 x 1.000" significherebbe quindi limitare drasticamente la libertà dei cittadini di decidere come destinare la propria quota dell'imposta sui redditi direttamente a sostegno degli operatori del terzo settore.
Per queste ragioni chiediamo al Parlamento Italiano di intervenire per eliminare, nel testo della "legge per la stabilità" di prossima discussione, il tetto di 100 milioni di euro da destinare al "5 x 1.000" per l'anno 2011, ripristinando quanto meno l'importo dei fondi previsti nell'anno 2010.
mercoledì 29 settembre 2010
I cento luoghi di Matteo Renzi
Pubblico l'articolo apparso sul Corriere della Sera on line del 29 settembre. Indubbiamente a Firenze si respira un'aria politica nuova. Piaccia o non piaccia Renzi ha cambiato il rapporto tra politica e cittadini e l'iniziativa dei 100 luoghi è sicuramente un'esperienza sorprendente. Le persone hanno voglia di discutere della propria città, hanno idee e contributi da dare. Mancava soltanto qualcuno che li ascoltasse. Questa è la nuova politica. Non più basata su un'ideologia di fondo ma su un impegno sociale forte, con scelte che ci coinvolgono sugli stili e la qualità della vita, la cultura e la convivenza sociale. In altri termini amministrare la comunità in cui viviamo. Quanto è lontana Roma e le polemiche sterili di questi giorni. Meditate gente....... Ecco l'articolo.
Renzi e l'operazione «Cento luoghi»
Quasi un social network (ma dal vivo)
In diecimila all'iniziativa voluta dal sindaco di Firenze. «Un successo che non mi aspettavo»
FIRENZE – L’ubiquità non è uno dei doni di Matteo Renzi e dunque delle cento assemblee da lui volute e organizzate di notte in altrettanti luoghi della città, il sindaco di Firenze è riuscito ad essere presente solo a una, quella al parco della Cascine. Però qualche piccolo miracolo Renzi lo ha compiuto. Il primo: nei «Cento luoghi», l’evento lanciato per la prima volta da Palazzo Vecchio, sono arrivati 10.300 fiorentini, sfidando il maltempo, programmi tv e immergendosi in un mondo sconosciuto della politica. Il secondo: alla kermesse sono intervenuti anche due consiglieri dell’opposizione (Lega e Udc). Il terzo: politici di lunga carriera sono riusciti a trasformarsi in «amici della gente» capaci di offrire persino qualche spuntino. Alle cento assemblee, dalle 21.30 sino alle 23.30 con appendice finale a Palazzo Vecchio, hanno partecipato assessori e consiglieri comunali, funzionari, tecnici, esperti. Tutti impegnati a spiegare i progetti che da oggi in poi cambieranno la città e soprattutto a chiedere ai concittadini pareri, proposte, miglioramenti. Un esempio, unico e incredibile, di democrazia partecipativa. Che qualcuno con ironia ha paragonato ai soviet e alle parate propagandistiche della Cina di Mao, ma che in realtà ha centrato l’obiettivo somigliando più che al vetero-marxismo a una sorta di social network fuori da Internet nei veri luoghi della città.
CLIMA SQUISITAMENTE TOSCANO - «Un successo che non mi aspettavo neppure io – spiega il sindaco -. La gente è scesa in piazza, ha discusso di progetti grandi e piccoli, si è detta d’accordo, ha contestato, ha avanzato proposte vere che sono state raccolte e messe immediatamente su Internet e che saranno oggetto di nuovi approfondimenti». Il clima dell’evento? Squisitamente toscano. Discussioni serie, accesissime a volte e anche le solite battutacce fiorentine. Come quando una signora di 65 anni, accorsa alle Cascine, si è rivolta al sindaco-picconatore. E, ricordandosi le ultime uscite politiche contro il suo partito di vecchietti, ha esordito: «E io secondo lei sarei da rottamare?». Renzi si era raccomandato che le assemblee non fossero troppo seriose e burocratiche. «Accogliete i cittadini come veri amici, metteteli a loro agio», aveva suggerito. E così alcuni consiglieri e funzionari hanno persino preparato spuntini con assaggi e bevande. E la vice comandante dei vigili urbani, Antonella Manzione, ha preparato una torna al formaggio andata a ruba quasi subito. «E tutto questo è accaduto poche ore prima che la politica nazionale si manifestasse in Parlamento con le solite beghe personali – spiega Renzi – e scontri tra partiti che non rappresentano più il nostro mondo. A Firenze abbiamo dimostrato che nuove forme di rappresentanza sono possibili e che i cittadini possono essere coinvolti nelle scelte politiche in modo trasparente e dinamico».
Marco Gasperetti - Corriere della Sera
Renzi e l'operazione «Cento luoghi»
Quasi un social network (ma dal vivo)
In diecimila all'iniziativa voluta dal sindaco di Firenze. «Un successo che non mi aspettavo»
FIRENZE – L’ubiquità non è uno dei doni di Matteo Renzi e dunque delle cento assemblee da lui volute e organizzate di notte in altrettanti luoghi della città, il sindaco di Firenze è riuscito ad essere presente solo a una, quella al parco della Cascine. Però qualche piccolo miracolo Renzi lo ha compiuto. Il primo: nei «Cento luoghi», l’evento lanciato per la prima volta da Palazzo Vecchio, sono arrivati 10.300 fiorentini, sfidando il maltempo, programmi tv e immergendosi in un mondo sconosciuto della politica. Il secondo: alla kermesse sono intervenuti anche due consiglieri dell’opposizione (Lega e Udc). Il terzo: politici di lunga carriera sono riusciti a trasformarsi in «amici della gente» capaci di offrire persino qualche spuntino. Alle cento assemblee, dalle 21.30 sino alle 23.30 con appendice finale a Palazzo Vecchio, hanno partecipato assessori e consiglieri comunali, funzionari, tecnici, esperti. Tutti impegnati a spiegare i progetti che da oggi in poi cambieranno la città e soprattutto a chiedere ai concittadini pareri, proposte, miglioramenti. Un esempio, unico e incredibile, di democrazia partecipativa. Che qualcuno con ironia ha paragonato ai soviet e alle parate propagandistiche della Cina di Mao, ma che in realtà ha centrato l’obiettivo somigliando più che al vetero-marxismo a una sorta di social network fuori da Internet nei veri luoghi della città.
CLIMA SQUISITAMENTE TOSCANO - «Un successo che non mi aspettavo neppure io – spiega il sindaco -. La gente è scesa in piazza, ha discusso di progetti grandi e piccoli, si è detta d’accordo, ha contestato, ha avanzato proposte vere che sono state raccolte e messe immediatamente su Internet e che saranno oggetto di nuovi approfondimenti». Il clima dell’evento? Squisitamente toscano. Discussioni serie, accesissime a volte e anche le solite battutacce fiorentine. Come quando una signora di 65 anni, accorsa alle Cascine, si è rivolta al sindaco-picconatore. E, ricordandosi le ultime uscite politiche contro il suo partito di vecchietti, ha esordito: «E io secondo lei sarei da rottamare?». Renzi si era raccomandato che le assemblee non fossero troppo seriose e burocratiche. «Accogliete i cittadini come veri amici, metteteli a loro agio», aveva suggerito. E così alcuni consiglieri e funzionari hanno persino preparato spuntini con assaggi e bevande. E la vice comandante dei vigili urbani, Antonella Manzione, ha preparato una torna al formaggio andata a ruba quasi subito. «E tutto questo è accaduto poche ore prima che la politica nazionale si manifestasse in Parlamento con le solite beghe personali – spiega Renzi – e scontri tra partiti che non rappresentano più il nostro mondo. A Firenze abbiamo dimostrato che nuove forme di rappresentanza sono possibili e che i cittadini possono essere coinvolti nelle scelte politiche in modo trasparente e dinamico».
Marco Gasperetti - Corriere della Sera
sabato 11 settembre 2010
Emergency: il mondo che vogliamo

Crediamo nella eguaglianza di tutti gli esseri umani a prescindere dalle opinioni, dal sesso, dalla razza, dalla appartenenza etnica, politica, religiosa, dalla loro condizione sociale ed economica.
Ripudiamo la violenza, il terrorismo e la guerra come strumenti per risolvere le contese tra gli uomini, i popoli e gli stati. Vogliamo un mondo basato sulla giustizia sociale, sulla solidarietà, sul rispetto reciproco, sul dialogo, su un'equa distribuzione delle risorse.
Vogliamo un mondo in cui i governi garantiscano l'eguaglianza di base di tutti i membri della società, il diritto a cure mediche di elevata qualità e gratuite, il diritto a una istruzione pubblica che sviluppi la persona umana e ne arricchisca le conoscenze, il diritto a una libera informazione.
Nel nostro Paese assistiamo invece, da molti anni, alla progressiva e sistematica demolizione di ogni principio di convivenza civile. Una gravissima deriva di barbarie è davanti ai nostri occhi.
In nome delle "alleanze internazionali", la classe politica italiana ha scelto la guerra e l'aggressione di altri Paesi. In nome della "libertà", la classe politica italiana ha scelto la guerra contro i propri cittadini costruendo un sistema di privilegi, basato sull'esclusione e sulla discriminazione, un sistema di arrogante prevaricazione, di ordinaria corruzione. In nome della "sicurezza", la classe politica italiana ha scelto la guerra contro chi è venuto in Italia per sopravvivere, incitando all'odio e al razzismo.
È questa una democrazia? Solo perché include tecniche elettorali di rappresentatività? Basta che in un Paese si voti perché lo si possa definire "democratico"?
Noi consideriamo democratico un sistema politico che lavori per il bene comune privilegiando nel proprio agire i bisogni dei meno abbienti e dei gruppi sociali più deboli, per migliorarne le condizioni di vita, perché si possa essere una società di cittadini.
È questo il mondo che vogliamo. Per noi, per tutti noi. Un mondo di eguaglianza.
(EMERGENCY )
Sottoscrivo totalmente la dichiarazione letta ieri sera da Gino Strada al Mandela Forum di Firenze in occasione della festa di Emergency.
clicca qui se vuoi vedere il video con la dichiarazione letta direttamente da Gino Strada e la musica di Patti Smith (dal sito di Peace Reporter)
venerdì 25 giugno 2010
E la nave va.... e sbarca a Genova
Iniziativa singolare quella di un gruppo di italiani "espatriati" che hanno deciso di protestare pe la situzione di degrado culturale, sociale e umano dell'Italia.
Creiamo ponti, non muri. (ovviamente non si riferisce al Ponte di Messina!)
Purtroppo nessuno più si indigna o protesta per la deriva inesorabile del nostro paese. Servirà a qualcosa imbarcarsi a Barcellona e sbarcare a Genova? Per i più no, è sempre tutto inutile, tanto non cambia mai niente. Ma a volte credere in qualcosa e sperare in un mondo migliore (o magari solo un po' diverso) fa bene, aiuta a sentirsi meglio. Fa bene accorgersi di non essere soli. C'è una parte di Italia che non vuole piegarsi a questo mondo di rutti leghisti e veline scosciate. E' una forma di resistenza, sociale ed intellettuale.
Non sarò sulla nave ma hanno sicuramente il mio appoggio. Che è in buona compagnia visto che hanno aderito veramente in tanti tra cui Emergency, Fiom Nazionale, Modena City Ramblers, Peace Reporter, Dario Fo, Franco Battiato, Moni Ovadia, Jose Saramago, Roberto Vecchioni, Cecilia Strada, Paolo Rossi, Sabina Guzzanti....... (vedi qui l'elenco completo e aderisci anche tu).
Partenza da Barcellona il 25 giungo alle 22.00
Arrivo a Genova il 26 giungo verso le 18.00
Il Manifesto (dal sito losbarco.org)
Siamo un gruppo di italiani/e che vivono a Barcellona.
Insieme ad amici (non solo italiani) assistiamo seriamente preoccupati a ciò che avviene in Italia. Certo la crisi c’è anche qua, ma la sensazione è che la situazione nel nostro Paese sia particolare, soprattutto sul lato culturale, umano, relazionale.
Il razzismo cresce, così come l’arroganza, la prepotenza, la repressione, il malaffare, il maschilismo, la diffusa cultura mafiosa, la mancanza di risposte per il mondo del lavoro, sempre più subalterno e sempre più precario. I meriti e i talenti delle persone, soprattutto dei giovani, non sono valorizzati. Cresce la cultura del favore, del disinteresse per il bene comune, della corsa al denaro, del privato in tutti i sensi.
In Spagna, negli ultimi mesi, sono usciti molti articoli raccontando quello che avviene in Italia, a volte in toni scandalistici, più spesso in toni perplessi, preoccupati, sconcertati.
Si è parlato dei campi Rom bruciati, dei provvedimenti di chiusura agli immigrati, delle aggressioni, dell’aumento dei gruppi neofascisti, delle ronde, dell’esercito nelle strade, della chiusura degli spazi di libertà e di democrazia, delle leggi ad personam.
Dall’estero abbiamo il vantaggio di non essere quotidianamente bombardati da un’informazione (??) volgare e martellante, da logiche di comunicazione davvero malsane.
E allora: che fare? Prima di tutto capire meglio, confrontarci, quindi provare a reagire. Siamo convinti che ci siano migliaia di esperienze di resistenza, di salvaguardia del territorio, di difesa dei diritti, della salute, di servizi pubblici di qualità. E che vadano sostenute.
Al termine di un percorso che abbiamo appena iniziato, vogliamo quindi organizzare una nave che parta da Barcellona il 25 giugno 2010 e arrivi a Genova.
Sarà la nave dei diritti, che ricorderà la nostra Costituzione e la sua origine, laica e pluralista, la centralità della libertà e della democrazia vera, partecipata, trasparente: dai luoghi di lavoro alle scuole, ai quartieri, ai servizi, al territorio. Ricorderà che il pianeta che abbiamo è uno, è questo, questo è il nostro mare, di tutti i popoli. Che chiunque ha diritto di esistere, spostarsi, viaggiare, migrare, come ha diritto che la sua terra non sia sfruttata, depredata. Ricorderà che le menzogne immobilizzano, mentre la verità è rivoluzionaria.
Ricorderà che cultura e arte sono i punti più alti del genere umano, sono fonte di gioia e piacere per chi li produce e per chi ne beneficia, non sono fatte per il mercato.
Ricorderà che esistere può voler dire resistere, difendere la propria e l’altrui dignità, conservare la lucidità, il senso critico e la capacità di giudizio.
Creiamo ponti, non muri.
È un grido di aiuto e solidarietà, che vogliamo unisca chi sta assistendo da fuori a un imbarbarimento pericoloso a coloro che già stanno resistendo e non devono essere lasciati/e soli/e.
Non siamo un partito, non siamo una fondazione, non sventoliamo bandiere, tanto meno bianche. Siamo piuttosto un movimento di cittadini/e che non gode di alcun finanziamento.
Creiamo ponti, non muri. (ovviamente non si riferisce al Ponte di Messina!)
Purtroppo nessuno più si indigna o protesta per la deriva inesorabile del nostro paese. Servirà a qualcosa imbarcarsi a Barcellona e sbarcare a Genova? Per i più no, è sempre tutto inutile, tanto non cambia mai niente. Ma a volte credere in qualcosa e sperare in un mondo migliore (o magari solo un po' diverso) fa bene, aiuta a sentirsi meglio. Fa bene accorgersi di non essere soli. C'è una parte di Italia che non vuole piegarsi a questo mondo di rutti leghisti e veline scosciate. E' una forma di resistenza, sociale ed intellettuale.
Non sarò sulla nave ma hanno sicuramente il mio appoggio. Che è in buona compagnia visto che hanno aderito veramente in tanti tra cui Emergency, Fiom Nazionale, Modena City Ramblers, Peace Reporter, Dario Fo, Franco Battiato, Moni Ovadia, Jose Saramago, Roberto Vecchioni, Cecilia Strada, Paolo Rossi, Sabina Guzzanti....... (vedi qui l'elenco completo e aderisci anche tu).
Partenza da Barcellona il 25 giungo alle 22.00
Arrivo a Genova il 26 giungo verso le 18.00
Il Manifesto (dal sito losbarco.org)
Siamo un gruppo di italiani/e che vivono a Barcellona.
Insieme ad amici (non solo italiani) assistiamo seriamente preoccupati a ciò che avviene in Italia. Certo la crisi c’è anche qua, ma la sensazione è che la situazione nel nostro Paese sia particolare, soprattutto sul lato culturale, umano, relazionale.
Il razzismo cresce, così come l’arroganza, la prepotenza, la repressione, il malaffare, il maschilismo, la diffusa cultura mafiosa, la mancanza di risposte per il mondo del lavoro, sempre più subalterno e sempre più precario. I meriti e i talenti delle persone, soprattutto dei giovani, non sono valorizzati. Cresce la cultura del favore, del disinteresse per il bene comune, della corsa al denaro, del privato in tutti i sensi.
In Spagna, negli ultimi mesi, sono usciti molti articoli raccontando quello che avviene in Italia, a volte in toni scandalistici, più spesso in toni perplessi, preoccupati, sconcertati.
Si è parlato dei campi Rom bruciati, dei provvedimenti di chiusura agli immigrati, delle aggressioni, dell’aumento dei gruppi neofascisti, delle ronde, dell’esercito nelle strade, della chiusura degli spazi di libertà e di democrazia, delle leggi ad personam.
Dall’estero abbiamo il vantaggio di non essere quotidianamente bombardati da un’informazione (??) volgare e martellante, da logiche di comunicazione davvero malsane.
E allora: che fare? Prima di tutto capire meglio, confrontarci, quindi provare a reagire. Siamo convinti che ci siano migliaia di esperienze di resistenza, di salvaguardia del territorio, di difesa dei diritti, della salute, di servizi pubblici di qualità. E che vadano sostenute.
Al termine di un percorso che abbiamo appena iniziato, vogliamo quindi organizzare una nave che parta da Barcellona il 25 giugno 2010 e arrivi a Genova.
Sarà la nave dei diritti, che ricorderà la nostra Costituzione e la sua origine, laica e pluralista, la centralità della libertà e della democrazia vera, partecipata, trasparente: dai luoghi di lavoro alle scuole, ai quartieri, ai servizi, al territorio. Ricorderà che il pianeta che abbiamo è uno, è questo, questo è il nostro mare, di tutti i popoli. Che chiunque ha diritto di esistere, spostarsi, viaggiare, migrare, come ha diritto che la sua terra non sia sfruttata, depredata. Ricorderà che le menzogne immobilizzano, mentre la verità è rivoluzionaria.
Ricorderà che cultura e arte sono i punti più alti del genere umano, sono fonte di gioia e piacere per chi li produce e per chi ne beneficia, non sono fatte per il mercato.
Ricorderà che esistere può voler dire resistere, difendere la propria e l’altrui dignità, conservare la lucidità, il senso critico e la capacità di giudizio.
Creiamo ponti, non muri.
È un grido di aiuto e solidarietà, che vogliamo unisca chi sta assistendo da fuori a un imbarbarimento pericoloso a coloro che già stanno resistendo e non devono essere lasciati/e soli/e.
Non siamo un partito, non siamo una fondazione, non sventoliamo bandiere, tanto meno bianche. Siamo piuttosto un movimento di cittadini/e che non gode di alcun finanziamento.
venerdì 26 febbraio 2010
Nuova energia: la mente rinnovabile
Segnalo questa interessante iniziativa all'interno del ciclo di incontri dal titolo La mente rinnovabile che si terrà presso la nuova biblioteca di Scandicci in Via Roma. Lo scopo del ciclo di incontri è: analizzare, approfondire, esplorare, far conoscere il mondo delle energie rinnovabili, in poche parole, contribuire alla Mente Rinnovabile
Il programma completo lo trovi qui.
Sabatao 27 febbraio, ore 16.00
Lo diceva anche mia nonna: fai le cose per bene
(Introduce Massimiliano Pancani - Dipartimento II Lavori Pubblici della Provincia di Firenze)
Il piano di indirizzo energetico regionale, stato dell’arte
Anna Rita Bramerini (Assessore Tutela Ambientale ed Energia della Regione Toscana)
Usa l’energia col cervello quando ti muovi
ing. Giovanni Ferrara (Università degli Studi di Firenze)
Usa l’energia col cervello quando sei a casa
ing. Andrea Chesi ( Università degli Studi di Firenze)
MIcro-cogenerazione diffusa
ing. Federico Trippi (Università degli Studi di Firenze)
Un liceo a bio-diesel
ing. Gianni Paolo Cianchi ( P.O. Global Service Amm. della Provincia di Firenze)
Un condominio virtuoso
Arch. Senio Moscadelli (ANACI), ing. Paolo Pietro Bresci (Studio Consilium s.r.l.)
Il programma completo lo trovi qui.
Sabatao 27 febbraio, ore 16.00
Lo diceva anche mia nonna: fai le cose per bene
(Introduce Massimiliano Pancani - Dipartimento II Lavori Pubblici della Provincia di Firenze)
Il piano di indirizzo energetico regionale, stato dell’arte
Anna Rita Bramerini (Assessore Tutela Ambientale ed Energia della Regione Toscana)
Usa l’energia col cervello quando ti muovi
ing. Giovanni Ferrara (Università degli Studi di Firenze)
Usa l’energia col cervello quando sei a casa
ing. Andrea Chesi ( Università degli Studi di Firenze)
MIcro-cogenerazione diffusa
ing. Federico Trippi (Università degli Studi di Firenze)
Un liceo a bio-diesel
ing. Gianni Paolo Cianchi ( P.O. Global Service Amm. della Provincia di Firenze)
Un condominio virtuoso
Arch. Senio Moscadelli (ANACI), ing. Paolo Pietro Bresci (Studio Consilium s.r.l.)
domenica 7 febbraio 2010
Leggere, leggere, leggere!
Il potere di internet!! Sicuramente è un mezzo che consente di far "correre" le notizie molto velocemente. Ed è alla portata di tutti. Come ha scoperto un ragazzo ventunenne di Empoli, Alberto. Qualche giorno fa ha lanciato una iniziativa singolare: regalare un libro ad uno sconosciuto perchè oltre, al fatto che non leggere è "indice di scarsa cultura, la scarsa cultura è indice di arretratezza….E ciò non fa che renderci le solite stupide capre che eleggono capre un pelo più furbe». E quindi il 26 marzo 2010 ognuno di voi avrà in mano un libro, una storia che considera bella, dei personaggi che ha amato. Avrà ciò in mano, nella propria borsa o dove volete" scrive Alberto nel suo blog. "Il 26 marzo 2010 voi prenderete questo libro e lo regalerete ad una persona a cui non avete mai parlato. Sì, proprio uno di quelli che vedete tutti i giorni. Alzerete il vostro culo, schiarirete la vostra voce e metterete qualsivoglia infondata vergogna da un’altra parte. Prenderete quest’infuso di rivoluzione e lo donerete ad un vostro compagno. Lo guarderete negli occhi e sorriderete." Perchè regalare un libro ad uno sconosciuto in treno potrà anche essere granchè, ma regalare migliaia di libri a migliaia di sconosciuti potrebbe fare una differenza. Perché «saltare da soli è innocuo, ma farlo assieme a milioni di persone può far tremare la terra». Semplice vero? Rivoluzionario? Intanto il gruppo su Facebook (clicca qui) ha superato le 100.000 iscrizioni in pochi giorni. Pazzesco. Sono apparsi articoli su Corriere della Sera, La Stampa e Repubblica e l'adesione del Comune di Empoli e non è finita, il 26 marzo è ancora molto lontano.
sabato 5 dicembre 2009
giovedì 3 dicembre 2009
NO BERLUSCONI DAY NEL MONDO

Barcelona (ESP)
Gruppo FB: No Berlusconi Day (Barcellona)
Mail: righelmo@hotmail.com
tel.0034666665264
SABADO 5 DICIEMBRE, DESDE LAS 16 HASTA LAS 20.
PORTAL DE L’ÀNGEL
Amsterdam (NED)
Gruppo FB: No Berlusconi Day (Amsterdam)
Mail: freddbomba@gmail.com
Sabato 5 Dicembre il No Berluconi Day è anche ad Amsterdam, manifestazione ore 15,00
AMSTERDAM – VARIAZIONE MANIFESTAZIONE – salute!
Abbiamo avuto un upgrade per la manif del 5, troppi per entrare in Leidseplein! Ci danno il DAM.
GruppoFB: No BerlusconiDay (Atene)
Mail: maciacia@otenet.gr
NO BERLUSCONI DAY – 5 ΔΕΚΕΜΒΡΙΟΥ
Atene (GRE)
Προβολή της ταινίας Videocracy του Erik Gandini – στις 18:00
Ινστιτούτο Νίκος Πουλαντζάς – Οδός Σαρρή 14 – 2ος όροφος-Ψυρρή, Αθήνα
Ομάδα BELLACIAO – http://bellaciaogrecia.wordpress.com/
Berlino (GER)
Gruppo FB: No Berlusconi Day (Berlino)
5 dicembre ore 14,00 : Brandenburger Tor, Platz des 18. März
Boston (USA)
mail : emanuele_palescandolo@dfci.harvard.edu
sa_orvieto@yahoo.com
NBD : 5 dicembre – Trinity ChurchCopley Square Alle 10.30
Bruxelles (BEL)
Gruppo FB: No Berlusconi day Brusseles
Mail: cema75@libero.it
- Bruxelles venerdì 4 dicembre (anticipata per la manifestazione di “Climate Coalition” il giorno 5) partenza alle 12 Square de Meeus direzione Place Schuman
- Charleroi sabato 5 dicembre alle 15 davanti al Consolato Italiano Boulevard Audent
Chicago (USA)
Il 5 Dicembre, ore 14, al Millennium Park, vicino al ‘bean’, la scultura anche nota come ‘cloud gate’
Londra (ENG)
Gruppo FB: No Berlusconi Day (Londra)
Mail: nobdaylondon@yahoo.co.uk
London, 5th december 2009, from 13:00
38 Eaton Place, SW1 8AN
Opposite the Italian General Consolate
Madrid (ESP)
Gruppo FB: No Berlusconi Day (Madrid)
Mail: nbdmadrid@gmail.com
No Berlusconi Day di Madrid è sabato 5 dicembre 2009, ore 14, Ambasciata Italiana
Paris (FRA)
Gruppo FB: No Berlusconi Day (paris)
Mail: noberlusconidayparis@gmail.com
New York (USA)
quando: dalle 9 alle 13
dove: Time Square – 42nd at Broadway
web: http:/www.alain.it
facebook: http://www.facebook.com/event.php?eid=175249152579
e-mail: alain@alain.it
San Francisco (USA)
Gruppo FB: No Berluscon Day (San Francisco)
Mail: giorgi.piero@gmail.com
Berlusconi Day San Francisco, 5 December 14:00-17:00
2590 Webster Street, angolo con Broadway
di fronte al Consolato Italiano
Lisboa (POR)
contatto: noberlusconidaylisbona@gmail.com
gruppo FB: No Berlusconi Day Lisbona
LISBONA VARIAZIONE MANIFESTAZIONE abbiamo ottenuto l’autorizzazione dal Comune di Lisbona per fare la manifestazione a Praça Luís de Camões, sempre alle ore 14, e quindi non più a Praça Dom Pedro IV come precedentemente indicato.
Monaco (GER)
Ore 14:00 in Karlsplatz
GruppoFB: NoBerlusconiDay (Monaco)
Mail: livia.donnici@gmail.com
Helsinki (FIN)
gruppo FB :NO BERLUSCONI DAY HELSINKI
5.12.2009 from 14.00 to 17.00 HELSINKI in street HALLITUSKATU
Montreal (CAN)
Gruppo FB: No Berlusconi Day (Montreal)
Mail: g.bucca@gmail.com
December 5th at 10am let’s demostrate in front of the Italian Consolate house, 3489 Drummond
Vienna (AUT)
Gruppo FB: NO BERLUSCONI DAY VIENNA-BUDAPEST
Mail: elisalg@yahoo.it
NDB a VIENNA. Elsen Platz- 5 Dicembre 2009.
Stoccolma (SWE)
Gruppo FB : Noberlusconidaystockholm Nobdaystockholm
‘No Berlusconi Day’: Spara italien, spara demokrati. Berlusconi avgår
venerdì 25 settembre 2009
giovedì 25 giugno 2009
20 anni fa Keith Haring a Pisa...

Non ho mai parlato di Pisa! Ma oggi ho letto dell'iniziativa di stasera per commemorare Keith Haring e la sua presenza in città esattamente vent'anni fa, poco prima della sua morte. Haring dipinse un grande murales sul muro del convento di San Antonio Abate. E' una rarità perchè molte delle opere di Haring (di solito graffiti) sono state distrutte. L'Italia si è distinta per sensibilità aristica. Su Wikipedia ho trovato questo elenco:- Graffiti sullo zoccolo del Palazzo delle Esposizioni a Roma (1982) - cancellato nel 1992 per "ripulire" il palazzo in occasione della visita di Michail Gorbaciov.
- Graffito di 6 x 2 metri realizzato nella metropolitana di Roma, linea A, tratto Flaminio-Lepanto, sulle pareti trasparenti del ponte sul Tevere - cancellato nel 2001.
- Interni del negozio Fiorucci a Milano (1985) - i murales in seguito sono stati strappati e venduti all'asta dalla galleria parigina Binoche.
- Tuttomondo a Pisa, sulla parete esterna della Chiesa di Sant'Antonio Abate (1989) attualmente - 2008 - in ottimo stato di conservazione.
- Due disegni a pennarello raffiguranti un surfista in una grande onda. Milano, collezione privata
Ho sempre ammirato tantissimo Keith Haring, uno di quei geni capaci di lasciare un'impronta indelebile in pochi anni di vita: quando è morto non aveva ancora compiuto 32 anni.
Di Pisa scrisse sul suo diario: «Guardo la cime del campanile (la torre pendente), è davvero molto bello qui. Se esiste il Paradiso spero che assomigli a questi luoghi».
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